Il governo degli Stati Uniti ha iniziato a indagare su molte compagnie aeree, che potrebbero non aver rispettato l’obbligo di riduzione dei voli imposto all’inizio di novembre, durante lo shutdown.
Secondo i dati di settore, molte compagnie aeree hanno ignorato la direttiva o non hanno ridotto i voli ai livelli richiesti; ora, queste compagnie aeree potrebbero incorrere in sanzioni consistenti per ogni volo non autorizzato operato durante il periodo dei tagli.
«Invieremo una lettera di indagine a tutte le compagnie aeree che non riteniamo abbiano rispettato l’obbligo di ridurre la capacità», ha dichiarato l’amministratore della Federal Aviation Administration (Faa), Bryan Bedford, durante una conferenza stampa.
Il segretario ai Trasporti, Sean Duffy, intervenendo allo stesso evento, ha aggiunto che è necessario che ci sia responsabilità. «Quando riceviamo una direttiva dalla Faa, abbiamo bisogno che le nostre compagnie aeree la rispettino», ha affermato.
SHUTDOWN E TAGLI
Verso la fine dello shutdown, ovvero la chiusura delle attività governative dovuta al mancato accordo in Congresso sulla legge di bilancio, la Faa impose alle compagnie aeree di ridurre i voli nei 40 aeroporti principali. In base all’ordinanza di emergenza dell’agenzia, il mancato rispetto potrebbe provocare sanzioni fino a 75.000 dollari per ogni volo operato oltre i limiti imposti.
L’intento iniziale era di arrivare gradualmente a una riduzione dei voli del 10%, ma i funzionari lo hanno limitato al 6%; il limite è stato poi rimosso del tutto nei giorni successivi al raggiungimento di un accordo in Congresso per porre fine alla sospensione dei finanziamenti.
I bassi tassi di cancellazione il 15 e il 16 novembre indicano che almeno alcune compagnie aeree avrebbero ignorato l’ordine di riduzione in quel fine settimana. Secondo un’analisi di Cirium, il tasso di cancellazione nei due giorni è stato ben al di sotto dell’1%.
IL PERCHÉ DELLA RIDUZIONE DEI VOLI
La decisione della Faa di imporre una riduzione dei voli derivava dalla continua carenza di personale nel sistema di controllo del traffico aereo statunitense, aggravata proprio dallo shutdown.
La riduzione dei voli aveva lo scopo di aiutare le compagnie aeree a gestire il traffico aereo e ridurre al minimo il rischio di ritardi e interruzioni. Con un minor numero di aerei in volo, la Faa sperava di alleviare la pressione sulle torri di controllo negli aeroporti a maggior traffico.
LA RISPOSTA DELLE COMPAGNIE
Molte importanti compagnie aeree statunitensi hanno inizialmente accettato di conformarsi agli ordini di riduzione dei voli, riconoscendo l’importanza di garantire la sicurezza. Tuttavia, alcune compagnie aeree hanno scelto di ignorare la direttiva, mantenendo i propri orari di volo o riducendo il numero di voli meno del dovuto.
I rapporti degli analisti di settore suggeriscono che alcune compagnie aeree, tra cui importanti vettori come United Airlines, Delta Air Lines e Southwest Airlines, non avrebbero attuato i tagli totali dei voli come previsto dalla Faa. In molti casi, l’analisi dei dati condotta da agenzie indipendenti come Cirium ha indicato che le compagnie aeree non avevano raggiunto le soglie richieste. Per esempio, un rapporto ha mostrato che, il 16 novembre, solo lo 0,25% dei voli è stato cancellato.



