Ezhaya in Senato: «La verità sul caso Sharm»

Ezhaya in Senato: «La verità sul caso Sharm»
13 Gennaio 16:13 2026

Aveva appena finito di sottolineare che «con un tour operator il buon esito della vacanza è garantito. Per esempio, a Sharm noi siamo andati a prendere gli oltre 600 turisti rimasti a terra». Pier Ezhaya, presidente Astoi e direttore generale tour operating di Alpitour World, riavvolge il nastro del caso provocato dal blackout aereo in Grecia e risolto in extremis la sera del 6 gennaio. Circoletto rosso intorno a «noi», che sta per Neos, la compagnia del Gruppo Alpitour.

Martedì 13 gennaio, Sala Koch del Senato affollata: in cartellone “Visione Turismo: politiche, territori, competenze, futuro”, un confronto dedicato alle strategie e alle prospettive del turismo italiano tra esponenti delle istituzioni e big player del travel italiano. Tra loro, appunto, Ezhaya: seduto nelle prime file, attende il suo turno, prima di intervenire nel panel su “Outgoing e distribuzione organizzata“.

Quando sale sul palco il presidente dei t.o. di Confindustria torna sulla vicenda di Sharm, che era stata “chiusa” il 7 gennaio da una nota della Farnesina: “Con un volo Neos decollato alle 00.45 e un volo easyJet in decollo alle 18.30 di oggi si conclude in Egitto l’emergenza consolare determinata nei giorni scorsi dalle cancellazioni di voli da Sharm el-Sheikh per Milano e Napoli”.

Alpitour, però, con un comunicato a firma del chief commercial officer, Alessandro Seghi, ha voluto mettere i puntini sulle “i”. Se il volo easyJet non è stato operato, quello Neos invece ha fatto quanto promesso, pur passando da Budapest. “La scelta di cancellare un volo per cause di forza maggiore (e questa lo era) rientra nei diritti di un vettore aereo che tuttavia, nel momento in cui lo fa, opera anche una scelta commerciale e non solo legale. Da questo punto di vista – si legge – ci sentiamo di dire che la nostra compagnia aerea, Neos, non ha mai cancellato un volo per questa ragione, anche se le condizioni legali lo avrebbero permesso, perché il primario obiettivo di un vettore che opera nel turismo e ancor di più quello di un tour operator, è portare i clienti a destinazione anche quando ciò comporta una scelta diseconomica e sconveniente. Portare un cliente a destinazione o farlo tornare a casa non è solo una scelta ma quasi una missione che sentiamo fortemente nel momento in cui ripone la propria fiducia in noi”.

Ecco i dettagli dell’operazione Sharm: “Nella fattispecie – prosegue la nota Alpitour – Neos non ha annullato alcun volo; certamente ha dovuto modificare la propria rotta, passando ad esempio da Budapest e allungando il tragitto, ma ha comunque mantenuto la sua promessa elettiva: portare i clienti nella destinazione che avevano scelto per la propria vacanza. Analogamente Alpitour World, a tutti i clienti coinvolti ha offerto soluzioni alternative di viaggio a proprie spese come previsto dalla Direttiva europea che troppo spesso abbiamo definito iniqua verso altri player del turismo ma non per questo può essere disattesa nella sua esecutività. Nel momento in cui è stato venduto un pacchetto è indispensabile assumersene tutte le relative responsabilità anche se non condividiamo l’impianto della direttiva o se il disguido è accaduto per colpe non nostre come in questo caso. Abbiamo registrato molte posizioni peculiari sul tema da parte di altri attori che operano nel campo ma la legge non è soggetta ad interpretazioni”.

C’è un altro punto sul quale Alpitour ha messo l’accento: non abbiamo riportato a casa solo i nostri clienti: “Desideriamo, anche con un po’ di orgoglio, sottolineare l’importante, complessa e tempestiva attività svolta dal nostro Tour Operator che si è impegnato, senza sosta, nell’individuare soluzioni alternative per i clienti presenti in destinazione ai quali le compagnie aeree interessate non avevano offerto alcuna riprotezione. A questo si è affiancato il fondamentale contributo della nostra compagnia aerea, Neos, che ha messo in campo un efficace piano operativo per il recupero non solo dei nostri clienti Alpitour, ma anche di viaggiatori di altri tour operator, di agenzie che avevano organizzato il pacchetto in autonomia e non ultimo di clienti ‘fai da te‘, che troppo spesso comparano l’offerta dei prezzi e non le garanzie e i servizi in essi compresi. L’obiettivo è stato quello di garantire il rientro dei cittadini italiani nel più breve tempo possibile. Per fare questo è stato necessario operare un volo “rescue” Neos ed un secondo volo ci è stato successivamente richiesto dall’ambasciata e dall’Unità di crisi della Farnesina per recuperare tutti gli italiani rimasti a terra”.

Quindi la stoccata finale, una sorta di memento: “Il nostro è un settore bellissimo ma talvolta dotato di poca memoria; è importante valutare tutte le offerte che esistono sul mercato e scegliere in assoluta libertà ma anche con la consapevolezza di come le aziende operano nei momenti di complessità e discontinuità operativa. Siamo convinti che solo la distribuzione organizzata che si appoggi a tour operator seri possa garantire ai clienti sicurezza, assistenza e continuità anche nelle situazioni più complesse e articolate; per questo siamo lieti di poter essere sempre al fianco delle agenzie di viaggi e dei viaggiatori che scelgono la qualità e la protezione dei pacchetti Alpitour World”.

L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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