Poznań, sorpresa polacca: viaggio tra storia e colori – Il Reportage

14 Gennaio 11:38 2026

Poznań è colore, ordine e incanto medioevale. Ma anche molto di più: prima capitale della Polonia dalla fine del X secolo fino al 1296 e vibrante città universitaria con i suoi 100.000 studenti su 500.000 abitanti. Qui vecchio e nuovo convivono in una sintesi armonica, come abbiamo modo di scoprire a dicembre, in viaggio con l’Ente nazionale del turismo polacco.

Il volo Ryanair da Roma Ciampino in poco più di due ore ci porta in una città senza tempo, splendente come non mai nel suo periodo natalizio. Arriviamo in serata e ad accoglierci nella hall dell’hotel troviamo Maciej, una giovane guida locale che ha organizzato nei minimi dettagli un percorso alla scoperta della quinta città più grande della Polonia.

CHE IL VIAGGIO ABBIA INIZIO

anatra di poznan Republika Róż da sito web ristorantePrima tappa del nostro viaggio è un’esperienza gastronomica che – come tutte le successive – si dimostrerà sorprendete. Percorrendo il centro della città e attraversando il Collegio dei Gesuiti, prestigioso palazzo del XVII secolo attualmente sede del Comune, arriviamo a destinazione: Republika Róż, ristorante caldo e accogliente dove la tradizione culinaria polacca si sposa con la sperimentazione contemporanea. Qui gustiamo la famosa anatra di Poznań, innaffiata da ottima birra locale e accompagnata dalle altrettanto famose patate con erba cipollina.

Sazie e soddisfatte, ci attende la nostra camera all’Hampton by Hilton: hotel centrale, dal design essenziale ed elegante.

Il giorno successivo inizia con il tour di una delle zone più antiche della città: Ostrów Tumsk o Isola della Cattedrale. Come evoca il nome, appunto, questo quartiere è circondato dalle acque del fiume Warta e del suo affluente, pur essendo ben collegato alla terraferma da ponti percorribili sia a piedi che in auto. In questo luogo sorge la Cattedrale di San Pietro e Paolo, prima cattedrale della Polonia risalente al 968 che, danneggiata e distrutta a più riprese, oggi si presenta come un insieme di diversi stili: gotico, neoclassico e barocco. Al suo interno, degna di nota la Cappella D’Oro del XIX secolo dove è possibile ammirare il sarcofago e il monumento ai primi regnanti polacchi Mieszko I (primo sovrano cristiano della Polonia) e Boleslao I. I sotterranei accolgono invece i resti della cattedrale originaria, le tombe dei primi regnanti e il battistero.

Il quartiere che visitiamo racconta le origini, non solo di Poznań, ma di tutta la nazione. Così come la vicina Porta Posnania, un’avveniristica struttura perfettamente integrata con la natura circostante, che ospita un moderno museo ricco di testimonianze del patrimonio della città. Grazie a un mix di interattività, tecnologia e immersività veniamo proiettati nella storia del Paese, raccontato attraverso i suoi luoghi, re e guerrieri che proprio a partire da qui hanno contribuito alla creazione dell’identità nazionale.

Un originale museo dove a scuotere mente e sensi dello spettatore sono i suoni, visioni e video che pervadono le diverse sale. Una vera e propria installazione di arte contemporanea che avvolge e coinvolge.

Il pranzo nello storico locale Retuszova ci conduce a Stary Rynek, la Piazza del Mercato Vecchio dal tipicopoznan polonia credit ladv richiamo medioevale. Sapientemente ricostruita, è permeata da un’atmosfera originale e autentica. Dalla torre del Municipio, perla del Rinascimento del XVI secolo, alle 12 e alle 15 in punto si affacciano e si scornano per dodici volte due capre, animale simbolo della città. E ancora, i colori pastello delle facciate delle case dei commerciati, che contribuiscono a delineare l’atmosfera fiabesca e suggestiva della piazza, oltre alle fontane dedicate a Nettuno, Apollo e San Giovanni Nepomuceno. Il tutto impreziosito dai caldi allestimenti natalizi.

TRA MUSEI E SCULTURE DI GHIACCIO

Sulla piazza affaccia il Museo del Cornetto di San Martino, che organizza originali dimostrazioni sulla preparazione di questo dolce/simbolo: un tipico cornetto ripieno di semi di papavero, datteri, fichi secchi, uvetta e buccia d’arancia. La ricetta viene raccontata e realizzata in modo ironico e rocambolesco da due attori/pasticceri con la partecipazione attiva del pubblico.

Il pomeriggio prosegue alla scoperta del più classico Museo delle arti applicate, ospitato all’interno del Palazzo Reale. Una raccolta di circa 2.000 pezzi che percorrono epoche e luoghi diversi. Un’esposizione permanente unica nel suo genere in Polonia. All’interno del palazzo è presente inoltre una torre panoramica dalla quale è possibile godere di una spettacolare vista sulla città. Tornati “a terra” ci perdiamo tra la folla che nel poznan polonia credit ladvfrattempo ha riempito la piazza principale, dove si sta svolgendo la finale del Poznań Ice Festival, una competizione di tre giorni che premia le più belle sculture di ghiaccio: moto a grandezza naturale, soggetti natalizi, cavalieri e figure femminili, tutti interamente realizzati da artisti a partire da enormi blocchi di ghiaccio lavorati con l’uso di motoseghe, fiamme ossidriche e scalpelli e che, illuminati da mille luci colorate rifrangono bagliori tutto intorno. Blocchi che prendono vita e forma lasciando gli spettatori incantati.

Arriva le sera e con lei un altro locale dove gustare una cena originale. Stavolta ci troviamo alla Fromazeria, ristorante specializzato in sorprendenti abbinamenti di vini e formaggi e in dolci dai sapori antichi. Ancora una volta, sazie e soddisfatte ci dirigiamo in camera.

BIRRIFICI, CASTELLI E CENTRI CULTURALI

L’indomani ci attende un altro giorno pieno di scoperte. Attraversiamo il quartiere di Stare Miastro con la sua grande Piazza Wolnosci (Piazza della Libertà) sovrastata della massiccia fontana in vetro di inizio ‘900 e ammiriamo la più antica biblioteca pubblica della Polonia. La passeggiata prosegue lungo la più importante via commerciale della città fino a condurci a Stary Browar, un birrificio dalla tipica architettura industriale del XIX secolo che oggi rappresenta una bellissima testimonianza di spazio polifunzionale. Apparentemente cistary browar birrificio poznan polonia adobe troviamo in un centro commerciale ma, in realtà, è molto di più perché al suo interno ci sono, sì negozi, ma anche opere d’arte, mostre, caffetterie, club di ballo e il futuristico albergo Blow Up Hall 5050. Elegante e moderno al tempo stesso, uno spazio pensato per essere vissuto sia dentro che fuori, con in suo grande parco circostante, da tutte le generazioni in maniera trasversale.

Ci avviciniamo al distretto imperiale e, dopo una rapida sosta in un bistrot, ritroviamo le energie per visitare il Castello imperiale, la più giovane residenza reale d’Europa costruita nel 1910 per l’imperatore Guglielmo II. Dopo la Prima guerra mondiale divenne sede della Facoltà di Matematica dell’Università di Poznań dove negli anni ’30 è stato decifrato da brillanti studenti il codice della macchina crittografica tedesca Enigma. Il palazzo venne in seguito individuato e modificato nella facciata e in altri suoi ambienti da Hitler che – pur non avendolo mai abitato – lo aveva pensato come strategico punto di fuga per la Germania.

Oggi, anch’esso svolge la funzione di centro culturale con il nome di Zamec Cultural Center e accoglie nei suoi ampi spazi interni una caffetteria, esposizioni, concerti, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche. Altro grande esempio di come passato e presente si permeano a vicenda in questa città, dove tutto appare antico e moderno insieme, dove il romanticismo medioevale si intreccia con un’estetica rinascimentale, barocca e gotica e con la storia contemporanea. Una città dipinta e variopinta, come testimoniano i numerosi murales che la colorano.

PISCINE TERMALI E SCIVOLI

Cultura sì, ma anche divertimento e relax. Arriva il momento di visitare le terme di Malta, un complesso sportivo e ricreativo posizionato sulla riva settentrionale del Lago di Malta. Luogo molto frequentato da famiglie terme di Malta poznan polonia adobecon bambini perché pensato come grande parco acquatico: le piscine termali si alternano a scivoli d’acqua, navi dei pirati e fiumi con correnti artificiali.

Ma la vera scoperta è un intero piano che ospita dodici saune, diverse per temperatura, tipologia e spettacoli a cui è possibile assistere al proprio interno.

Ultima sera e ultima cena da Strona, altro raffinato ristorante del centro città dove gustare deliziose pietanze a base di cacciagione.

La passeggiata che ci riporta in hotel costeggia un secondo grande mercatino di Natale, dove è possibile perdersi tra artigianato, dolciumi, bevande calde e giochi per bambini.

Scesa la sera e le temperature, rientriamo – inutile dirlo – sazie e soddisfatte.

Degno epilogo di un viaggio che lascia spazio a diverse riflessioni, prima fra tutte quella di come una meta meno conosciuta di un Paese in grande espansione turistica possa nascondere tante sorprese: raggiungibile con volo diretto da diverse città italiane (Roma, Milano, Palermo, Venezia, Cagliari e Bari), ben organizzata, ricca di storia ma con spazi dedicati a giovani e famiglie. Ideale per un city break o – con più tempo a disposizione – come possibile tappa di un itinerante viaggio alla scoperta della Polonia.

L'Autore

Federica Fabrizi
Federica Fabrizi

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