Olimpiadi 2030, un miliardo di investimenti sulle Alpi francesi
Spente le luci su Milano-Cortina 2026, si accendono quelle sulle prossime Olimpiadi invernali sulle Alpi francesi del 2030, anche queste sul modello dell’evento diffuso già sperimentato dalle nostre parti, che si svolgeranno in Alta Savoia, Briancon, Provenza e Nizza.
Per questo appuntamento la prima stima sugli investimenti si aggira intorno a 1,3 miliardi di euro. Intanto c’è un primo report, stilato da Atout France e Domaine Skiables de France su quanto le stazioni sciistiche francesi hanno investito nel 2025 e la cifra è ragguardevole: 555 milioni di euro, che supera di un buon 50% la media decennale, mantenendo il livello più alto registrato dalla creazione del barometro degli investimenti.
In rapporto al fatturato, l’investimento ha rappresentato il 32% dei ricavi ante imposte, ovvero nove punti in più rispetto alla media decennale e riflette un elevato livello di impegno finanziario nel settore. Analisi a lungo termine mostrano che i comprensori sciistici francesi stanno destinando una quota crescente delle loro risorse agli investimenti.
Ogni euro di fatturato richiede ora più investimenti rispetto a 15 anni fa, a causa di progetti sempre più complessi, normative più severe e costi crescenti delle attrezzature. Tra il 2019 e il 2025, il prezzo di una nuova seggiovia ad agganciamento automatico è aumentato più rapidamente del prezzo degli skipass.
Il settore si sta inoltre concentrando sull’ottimizzazione, la manutenzione e l’estensione della durata di vita delle apparecchiature. Sono stati effettuati oltre 220 interventi in quasi 100 stazioni, per un investimento di 71 milioni di euro volto a migliorare la sicurezza, le prestazioni e la longevità degli impianti esistenti.
Le strategie di investimento sono dunque diventate più selettive. I nuovi impianti di risalita rimangono l’area di spesa più ampia, rappresentando la metà degli investimenti totali, con 281 milioni di euro stanziati nel 2025.
Dei 48 impianti individuati dal report di Atout France, la metà sono costituiti da cabinovie, seggiovie e skilift, per un investimento medio di 11 milioni di euro per impianto. L’aumento dei costi riflette la crescente quota di progetti di cabinovie e la costruzione di stazioni connesse a grandi progetti infrastrutturali.
Ci sono poi le strutture ricettive che rappresentano il segmento di investimento più dinamico. Un totale di 62 milioni di euro è stato stanziato per edifici multiservizi, tra cui ristoranti di montagna, aree di accoglienza, servizi igienici e armadietti. Queste strutture sono progettate per supportare i servizi alla clientela e diversificare i ricavi del resort.
ASPETTANDO IL 2030
Ma la vera grande sfida è rappresentata, appunto, dalle prossime Olimpiadi bianche del 2030, per le quali sono state individuate due grandi voci di spesa: il budget operativo per la gestione dei Giochi e le infrastrutture aggiuntive. Per la prima voce – ovvero la spesa prevista per organizzare e gestire le competizioni – ad oggi la stima si attesta sui 2,1 miliardi di euro. Per la seconda, come detto, già toccata quota 1,3 miliardi.
A conti fatti conti, la prima stima globale dei costi preventivati è di circa 3,4 miliardi, ovviamente suscettibile di aumenti legati a sicurezza, servizi pubblici e possibili imprevisti nei lavori.


