Il ritorno dei “falchi del turismo nazionale“. Li definisce proprio così il presidente di Astoi e general manager tour operating di Alpitour World, Pier Ezhaya, sul profilo linkedin personale, esaminando la situazione del travel a qualche giorno di distanza dall’aggravarsi della crisi in Medio Oriente. Ed è anche peggio rispetto a quanto successo in pandemia.
“Hanno già fatto capolino – attacca Ezhaya – Almeno durante il Covid ci è voluto qualche mese; qui, senza memoria per quell’evento (che evidentemente non ha insegnato niente) sono comparsi i primi commenti a difesa delle vacanze domestiche rispetto a quelle all’estero. Qualcuno si è anche avventurato a dire che è persino più sicuro. E allora dai, che i francesi restino in Francia, gli svizzeri in Svizzera, i tedeschi in Germania e gli americani in America se così deve essere. Almeno per coerenza. E, sempre per coerenza, smettiamola di desiderare o comprare macchine tedesche, orologi svizzeri e borse francesi. Inchiniamoci alla sovranità nazionale“.
Una situazione, sottolinea il numero uno di Astoi, che assume le sembianze di un salto nel passato: “Da bambino ricordo che durante le festività natalizie trasmettevano un film, “The Time Machine”, tratto dal romanzo di H.G. Wells, in cui il protagonista – salendo su un improbabile apparecchio e girando una manopola – finiva in epoche molto lontane. Ecco, la sensazione che avverto quando sento parlare di italiani in Italia e turismo nazionale è un po’ simile a quella del protagonista della macchina del tempo, che finiva in epoche remote trovandosi accerchiato da persone che peroravano idee e valori di qualche secolo prima”.
Da qui l’amarezza di Ezhaya: “Inevitabilmente mi sfiora un velo di tristezza per la straordinaria capacità che ha questo Paese di ripetere, con rara costanza, gli stessi errori. Ed è ancora più grave se il settore riguarda il turismo, quello che dovrebbe facilitare la scoperta dei luoghi, gli incontri tra i popoli, la conoscenza di altri mondi, la comprensione di altre culture, mai così preziose proprio in questo periodo storico fatto di soprusi e imposizioni del proprio pensiero”.
Poi l’ultimo affondo, dedicato a chi sostiene che “i turisti alle Maldive dormono in spiaggia e che le agenzie di viaggi li taglieggiano con prezzi esorbitanti (peraltro proprio Neos ha organizzato voli per recuperare gruppi di turisti alle Maldive e non solo di Alpitour). È evidente che non si ha proprio idea dei costi enormi che il turismo organizzato sta sostenendo per riportare a casa i propri clienti sparsi nel mondo, del naturale aumento dei prezzi dei voli conseguenti all’interruzione del planning delle tre principali compagnie aeree del Golfo che armano il sud-est asiatico e l’Oceano Indiano per non parlare dell’aumento del carburante aereo che è sostanzialmente raddoppiato, da 740 dollari alla tonnellata ad oltre 1.400″.
“Se – conclude Ezhaya – posso rivolgere gli occhi al cielo se sento parlare di ‘turismo nazionale’, quando sento la parola ‘taglieggiare’ – rivolto a migliaia di professionisti che stanno facendo il massimo per adempiere ai propri impegni – mi arrabbio, anzi, mi girano proprio le scatole. Ma so che il Luna Park ha appena acceso le luci e le giostre hanno appena iniziato a girare; allacciamo bene le cinture di sicurezza, ne vedremo delle belle”.


