Decreto sicurezza, così va a segno la Carta di Amalfi

Decreto sicurezza, così va a segno la Carta di Amalfi
23 Marzo 13:03 2026

La Carta di Amalfi fa scuola. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto sicurezza, il governo ha infatti recepito alcune delle principali proposte avanzate da 19 Comuni ad alta vocazione turistica per rafforzare la sicurezza e la gestione dei flussi nei territori. Il patto è stato siglato ufficialmente lo scorso 24 gennaio a Milano dai sindaci e dai ministri dell’Interno e del Turismo, Matteo Piantedosi e Daniela Santanchè.

In particolare, i commi 4 e 6 dell’articolo 6 accolgono le richieste avanzate dai sindaci – con il supporto di Anci nazionale – introducendo una modifica normativa attesa da tempo: le spese per gli agenti di polizia municipale finanziate attraverso l’imposta di soggiorno e tramite i proventi del codice della strada non rientreranno più nel limite contingentato per le assunzioni a tempo determinato

La misura consentirà ai Comuni turistici di rafforzare i servizi di sicurezza e controllo nei periodi di maggiore affluenza, senza penalizzare la capacità organizzativa degli enti locali.

“Questo risultato – concordano i sindaci firmatari della Carta – dimostra che quando le amministrazioni locali lavorano insieme e avviano un confronto costruttivo con il governo, è possibile trovare soluzioni concrete ai problemi dei territori La modifica normativa introdotta rappresenta un passo importante per garantire più sicurezza e una migliore gestione delle città turistiche, soprattutto nei momenti di maggiore pressione dei flussi”..

L’IMPIANTO DELLA CARTA

L’intervento è anche la dimostrazione della rapidità e dell’efficacia del percorso avviato con la Carta di Amalfi, nata nell’aprile 2025 durante il primo summit nazionaleDestinazioni e Comunità per un Turismo più sostenibile”, promosso dall’ex Repubblica marinara.

Questi i Comuni aderenti: Amalfi, Arzachena, Atrani, Ayas, Capri, Castellabate, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Ischia, Pinzolo/Madonna di Campiglio, Polignano a Mare, Pollica, Positano, Praiano, Ravello, Riomaggiore, Riva del Garda, Roccaraso, San Gimignano, Taormina, Volterra.

Il documento affronta temi centrali per il futuro delle destinazioni italiane, tra cui: gestione dei flussi turistici e contrasto al sovraffollamento, tutela della residenzialità, fiscalità di scopo per i territori turistici, mobilità sostenibile, sicurezza negli spazi pubblici.

Tra le proposte avanzate figurano anche modifiche normative, strumenti fiscali a sostegno del settore e politiche di destagionalizzazione.

Nel gennaio 2026, inoltre, la Carta ha compiuto un ulteriore passo avanti, evolvendosi in un protocollo d’intesa tra il ministero del Turismo, il ministero dell’Interno e i Comuni firmatari, con l’istituzione di un tavolo interistituzionale permanente per la gestione dei flussi turistici.

Il Tavolo resterà aperto a nuove adesioni, riservate agli enti locali che sottoscrivono la Carta di Amalfi. Cooperazione e concertazione sono i principi cardine di questo nuovo strumento istituzionale, che si propone di diventare un modello replicabile a livello nazionale, capace di coniugare sviluppo turistico, tutela dei territori e qualità della vita delle comunità residenti.

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