Sarà un’estate last minute:
i trend in agenzia

Sarà un’estate last minute: <br>i trend in agenzia
26 Maggio 07:00 2026

Addio pianificazione, benvenuto brivido dell’ultimo minuto. Se c’è una tendenza che sta definendo l’estate 2026, è quella della valigia fatta quasi a ridosso del check-in. E così, dopo anni in cui l’advance booking sembrava aver tracciato una rotta prevedibile e rassicurante, oggi organizzare le vacanze estive assomiglia sempre di più a un esercizio di equilibrismo psicologico ed economico. Da una parte resta forte la voglia di evasione e di staccare la spina; dall’altra, le preoccupazioni geopolitiche e finanziarie costringono le famiglie a muoversi con i piedi di piombo. A confermare la tendenza anche la recente ricerca dell’Istituto Piepoli, intitolata appunto “Turismo: prospettive e opportunità per l’estate 2026. Lo studio fotografa una situazione in cui ben sette italiani su dieci si dicono pronti a partire nei prossimi quattro mesi, ma decidono di farlo adottando una prudenza senza precedenti

CHI SALE, CHI SCENDE

La destinazione prescelta? Ovviamente le coste italiane, che mai come quest’anno si preparano al sold out. «Le famiglie sono oggi interessate soprattutto a una vacanza più tranquilla, il che si traduce nella scelta del mare Italia, cercando di evitare il più possibile persino gli spostamenti con navi e traghetti – spiega Benedetto Curioso dell’agenzia Bill Horizons di Cassino – Per due mesi non abbiamo avuto nessuna richiesta, ma ora il mercato sta piano piano ripartendo anche se l’inflazione rischia di penalizzare proprio il target familiare». Il nodo economico, infatti, è diventato cruciale. «I prezzi sono lievitati, tanto che la ricerca di un prodotto accessibile per una famiglia-tipo di due adulti e due ragazzi a luglio e agosto è ormai un’operazione complicata, sia per la scarsa disponibilità residua sia per i costi ormai proibitivi. In questo contesto, il settore crociere mantiene ancora una buona attrattiva e le vendite procedono bene, nonostante anche qui i rincari sui listini si siano fatti sentire. Poi ci sono mete storiche come Sharm el-Sheikh che continuano a difendersi bene e si registra qualche richiesta sul lungo raggio, in particolare per la zona caraibica come Messico e Repubblica Dominicana, che offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo, spingendo molti passeggeri ad accettare il compromesso di sceglierle nei mesi estivi anche se non rappresentano il periodo ideale».

A STRETTO GIRO

Si prenota quindi anche verso mete solitamente non prese in considerazione per le vacanze estive, e si prenota soprattutto con un orizzonte temporale stretto. «La maggior parte della clientela tende ormai a muoversi soltanto per viaggi a brevissimo termine, pianificando entro un mese al massimo – aggiunge Stefano Marsili dell’agenzia Atollo Viaggi di Roma – Stiamo registrando un buon volume di pratiche per l’Italia, ma fino a poco tempo fa erano numerose le richieste di quotazione per l’estero, specialmente per destinazioni africane come Sudafrica, Kenya e Tanzania. Al contrario, il medio raggio estivo classico sembra aver perso smalto: mete tradizionalmente popolarissime come la Grecia e la Spagna non vengono quasi più richieste».

C’è però un risvolto inaspettato in questo clima di forte incertezza, ed è il ritorno in agenzia di una fascia di viaggiatori che negli anni passati preferiva muoversi in totale autonomia. «Abbiamo osservato che alcuni dei clienti abituati al fai-da-te, quest’anno si rivolgono a noi per acquistare la biglietteria aerea abbinata a polizze assicurative protettive – aggiunge Marsili – Noi spieghiamo che, nonostante le notizie dei media, numerose compagnie aeree come Vueling e Volotea hanno comunicato che i loro voli saranno regolari e privi di problematiche legate al carburante fino a dicembre. Le uniche eccezioni per il medio termine riguardano i viaggi nelle capitali europee come Lisbona o Parigi, con un ottimo riscontro per i pacchetti Disneyland, mentre per la vacanza estiva vera e propria l’orizzonte non si spinge oltre il mese di giugno».

Si aspetta, si rimanda, in attesa a volte di una svolta tariffaria. «Ad oggi abbiamo ricevuto numerose richieste di preventivi ma poche conferme – fa notare Gloria De Liso dell’agenzia A/R Travel di Acerra, in provincia di Napoli – La preferenza assoluta va all’Italia, escluse le isole maggiori per evitare di dover ricorrere a navi e traghetti, mentre le richieste per Spagna e Grecia rimangono decisamente marginali».

Il vero, grande ostacolo al perfezionamento delle pratiche sono le tariffe dei villaggi, schizzate a cifre che lasciano spesso i clienti a bocca aperta. «Per una famiglia media di quattro persone, la settimana clou di Ferragosto supera facilmente la soglia dei 4.500 euro – sottolinea De Liso – mentre le alternative più economiche che si aggirano intorno ai 3.000 euro spesso non soddisfano le aspettative dei clienti, i quali cercano standard qualitativi molto elevati pur volendo spendere poco, un binomio ormai impraticabile e lontano dalle logiche del mercato attuale. Il risultato è un’attesa diffusa che, inevitabilmente, spingerà la stagione verso il last minute, con decisioni d’impulso a ridosso delle ferie».

AAA TUTELE CERCASI

In questo scenario così frammentato, teso e a tratti indecifrabile, emerge chiaramente come il consumatore dell’estate 2026 abbia cambiato le sue priorità. Chi entra oggi in agenzia non cerca soltanto una bella spiaggia o una destinazione esotica da cartolina, ma una vera e propria forma di tutela a tutto tondo, dove l’agente di viaggi assume sempre più il ruolo di un consulente indispensabile e un porto sicuro per navigare l’incertezza del mercato globale.

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Serena Martucci
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