United, nessun calo delle tariffe aeree per l’effetto jet fuel

United, nessun calo delle tariffe aeree per l’effetto jet fuel
18 Settembre 10:04 2026

Nessun calo delle tariffe aeree. Almeno per ora. United Airlines è stata chiara, come ha sottolineato a Wall Street il direttore finanziario, Michael Leskinen: «I prezzi del carburante hanno subito un’impennata rapida e recupereremo il 100% dei costi entro la fine dell’anno, ma abbiamo già prenotato circa il 35% dei biglietti per il quarto trimestre e, di conseguenza, non è possibile diminuire l’importo».

Come spiega Skift, United ha già comunicato agli investitori che i costi del del jet fuel continueranno a ricadere sui passeggeri grazie agli aumenti delle tariffe aeree, scommettendo sulla disponibilità dei clienti a pagare di più per posti di categoria superiore e servizi come Starlink.

L’intervento di Leskinen

«Quest’anno non vedremo offerte speciali sui voli United – ha ribadito Leskinen alla conferenza Laguna di Morgan Stanley del 16 settembre – Già il 25 agosto l’amministratore delegato Scott Kirby aveva annunciato agli investitori che i prezzi del carburante sarebbero rimasti elevati, ma che la compagnia aerea avrebbe continuato a “trasferirli” sui costi dei biglietti fino al 2027, definendo la situazione un ritorno a “un livello tariffario normalizzato, che consenta alle compagnie aeree di generare profitti sufficienti per reinvestire”».

Traduzione: quando i prezzi del jet fuel subiscono un’impennata nel corso del trimestre, la compagnia non può addebitare retroattivamente la differenza ai passeggeri che hanno già completato l’acquisto. Di conseguenza, sono i posti ancora invenduti a dover assorbire questo scarto. Quindi, più si riduce la disponibilità residua – sia perché una tratta è molto richiesta, sia perché il trimestre risulta già in gran parte prenotato – maggiore è la pressione sui posti rimasti per compensare il divario di costo.

Insomma, le dichiarazioni rilasciate da Kirby ad agosto lasciano intendere che, una volta aumentate le tariffe e constatato che i consumatori continuano ad acquistarle senza ridurre la domanda, non c’è alcun incentivo a considerare tali prezzi come temporanei.

Agli investitori Kirbi ha comunicato che, sebbene i prezzi del carburante dovrebbero ridursi gradualmente fino al 2027, rimarranno comunque più alti rispetto ai livelli di inizio 2026. Ecco perché le compagnie aeree continueranno a far ricadere quei costi sui clienti attraverso aumenti tariffari strutturali, anziché lasciarli scendere nuovamente.

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