Le crisi cambiano le rotte, ma Uvet tiene la barra dritta. Il gruppo chiude il 2025 con un giro d’affari record che supera gli 885 milioni di euro, in crescita dell’11,8% rispetto ai 793,6 milioni del 2024, e guarda al 2026 con l’obiettivo di superare quota 930 milioni. E, soprattutto, l’Ebitda del gruppo raggiunge i 22,7 milioni di euro, con un incremento del 14,5%: una progressione superiore a quella del giro d’affari, che segnala il miglioramento della redditività operativa.
È in questa continuità, tra risultati economici e cultura del servizio, che si inserisce il bilancio presentato oggi, martedì 22 settembre, in conferenza stampa.
Dietro i numeri, il messaggio che il presidente Luca Patanè affida alla conferenza stampa all’Hotel Berna a Milano è quello di un’impresa che vuole migliorarsi ogni giorno, facendo tesoro dell’esperienza e mantenendo saldo il rapporto con chi viaggia. Anche quando un’emergenza stravolge i programmi e la priorità diventa una sola: tornare a casa.
Il confronto con il 2024 restituisce un aumento del giro d’affari di 93,3 milioni di euro e offre la misura di un’espansione che coinvolge un’organizzazione, leader nella fornitura di servizi e soluzioni innovative per viaggi leisure, mobility management, eventi e mice.
«Il forte miglioramento della redditività operativa con l’Ebitda che cresce a doppia cifra a 22,7 milioni di euro e il giro d’affari che supera gli 885 milioni dimostrano la qualità del lavoro svolto da tutte le nostre persone», osserva il presidente Patanè. Le persone sono al centro dell’intervento: divisioni diverse per attività e competenze, accomunate dalla consapevolezza di appartenere alla stessa squadra. Nell’impostazione del presidente, il risultato economico si lega alla qualità del lavoro quotidiano e alla capacità di esserci quando il cliente ha bisogno di una risposta.
Il perimetro di Patanè
Il contributo principale arriva da Uvet Global Business Travel, la joint venture tra il gruppo e American Express Global Business Travel. Uvet Gbt archivia il 2025 con circa 677,8 milioni di euro di giro d’affari, in aumento dell’11,9%, e un Ebitda di 14,4 milioni, in crescita del 12,4%. Il business travel rappresenta così circa tre quarti del giro d’affari complessivo e resta centrale nel percorso di sviluppo. Il gruppo affianca ai viaggi aziendali un’offerta articolata nel turismo e nell’ospitalità.
Il perimetro comprende anche Uvet Events, i tour operator Settemari e Amo il Mondo, il network di agenzie a brand Uvet Viaggi e Turismo, Uvet Network, Last Minute Tour e la società di gestione alberghiera Uvet Hotels. Il gruppo opera anche nel mice e nel pharma ed è presente in più mercati europei. La diversificazione trova il proprio punto di raccordo, nel racconto di Patanè, nello spirito con cui le singole realtà si rivolgono alla clientela: competenze differenti, ma un’identica attenzione alla relazione e alla gestione delle difficoltà.
È qui che i numeri incontrano il lato più personale dell’intervento del presidente. Patanè ribadisce la propria fiducia in Uvet e indica nella qualità dei servizi la direzione da seguire. Più della posizione in graduatoria, conta quanto il gruppo riesce a preparare e offrire al cliente.
L’esperienza insegna
Migliorare significa imparare dalle esperienze, affinare l’organizzazione e utilizzare gli strumenti tecnologici che possono rendere più agevole l’assistenza. Il primo contatto, nella visione illustrata in conferenza, resta sempre quello con il personale: la tecnologia facilita il dialogo, mentre alle persone spettano l’ascolto e la ricerca delle soluzioni migliori per il cliente.
Un principio che assume un peso particolare quando il viaggio si interrompe. Nel racconto delle emergenze, dalle conseguenze di una guerra a quelle di altre criticità, Patanè richiama la disponibilità dei collaboratori a raggiungere spontaneamente l’ufficio anche il sabato e la domenica per assistere chi è rimasto bloccato. Occorre rispondere, dare indicazioni e accompagnare clienti preoccupati nella ricerca di una via di rientro. La forza della squadra si riconosce nella capacità di attivarsi insieme, mettendo le competenze al servizio di chi si trova lontano da casa.
L’esperienza del Covid resta sullo sfondo di questa cultura dell’assistenza: una crisi attraversata dal gruppo e richiamata come parte del bagaglio con cui affrontare le nuove incertezze. La disponibilità a intervenire nei momenti difficili dà concretezza al senso di appartenenza descritto dal presidente. Per chi viaggia, sapere di avere un interlocutore significa poter condividere una preoccupazione, ricevere informazioni e orientarsi tra le alternative possibili. Per Uvet è il terreno su cui costruire quel rapporto di fiducia che accompagna il servizio prima, durante e dopo la partenza.
Obiettivi futuri
Le prospettive economiche indicano un ulteriore passo avanti. Per la chiusura del 2026 il gruppo prevede un giro d’affari superiore a 930 milioni di euro e un Ebitda oltre 25,5 milioni di euro. «Anche la previsione di chiusura del 2026 – sottolinea Patanè – conferma che siamo sulla strada giusta per proseguire questo percorso di crescita e creazione di valore e conferma il posizionamento del Gruppo Uvet come leader italiano nel business travel».
Nel dettaglio, le stime di Ebitda per fine 2026 indicano 15,3 milioni di euro per Uvet Gbt, 3,8 milioni per Uvet Hotels e 1,4 milioni per Uvet Events. Per Uvet Viaggi e le altre società del gruppo è previsto un Ebitda complessivo di circa 5 milioni di euro. Sul fronte degli eventi, la divisione lavora inoltre al rafforzamento della comunicazione esterna attraverso un nuovo sito e i canali social.
Il record del 2025 è dunque un punto di partenza per un gruppo che lega le ambizioni di crescita alla capacità di migliorare il servizio. La direzione tracciata da Patanè tiene insieme organizzazione, tecnologia e responsabilità delle persone. E se il bilancio misura il valore prodotto in un anno, nelle ore di un’emergenza quel valore assume una forma concreta: qualcuno risponde, la squadra si mette al lavoro, il ritorno a casa è il risultato.


