Chimera Net Zero per i voli: “Servono 100 miliardi”

Chimera Net Zero per i voli: “Servono 100 miliardi”
25 Settembre 11:21 2026

Per centrare l’obiettivo Net Zero entro il 2050 serviranno 101 miliardi di euro di investimenti e costi aggiuntivi. Lo evidenzia il Rapporto Teha Group sul trasporto aereo in Italia, che genera un impatto economico complessivo di 78,1 miliardi di euro, sostenendo 415mila posti di lavoro.

Il report, dal titolo “Lo stato del trasporto aereo 2026: il futuro tra crescita e decarbonizzazione”, è stato presentato a Roma, alla presenza di rappresentanti di istituzioni e industria, in occasione del 5° congresso annuale della Fondazione Pacta (Patto per la Decarbonizzazione del Trasporto Aereo).

Il report a raggi X

Realizzato nell’ambito della collaborazione tra Fondazione Pacta e Teha Group – The European House – Ambrosetti, il rapporto rappresenta il primo studio strategico onnicomprensivo dedicato alla filiera del trasporto aereo. Una lettura unitaria che ne ricostruisce il valore economico, occupazionale e fiscale e il contributo a turismo ed export, analizzando le principali leve di decarbonizzazione e quantificando le risorse necessarie alla transizione.

Ebbene, nel 2025 l’Italia è stata il secondo mercato aeroportuale dell’Ue, con 230 milioni di passeggeri e la crescita più elevata tra i principali Paesi europei (+4,7% sul 2024).

In aereo veicolato circa il 50% degli arrivi turistici e quasi il 70% della spesa complessiva del travel. In questo quadro la crescita dei flussi richiede politiche in grado di accompagnare lo sviluppo di infrastrutture adeguate alla domanda.

Nel 2024 la filiera ha generato 35,6 miliardi di euro di fatturato, 12,5 miliardi di valore aggiunto e 133.800 occupati diretti.

A fronte di questa crescita, dal 2010 le emissioni per passeggero in Italia sono diminuite del 22%, la seconda migliore performance tra le principali economie europee. Per raggiungere il target Net Zero al 2050, lo studio ha stimato un fabbisogno di circa 101 miliardi di euro (tra investimenti e costi aggiuntivi), pari a 4 miliardi l’anno, di cui oltre il 60% destinato al Saf (Sustainable Aviation Fuels), con la domanda italiana che dovrebbe crescere di circa 42 volte rispetto ai livelli attuali.

Senza interventi, le emissioni del comparto potrebbero invece aumentare del 34% entro il 2050 e il maggiore costo medio per passeggero potrebbe determinare, rispetto allo scenario base, una perdita fino a 154 milioni di passeggeri e una riduzione dei ricavi fino a 17 miliardi di euro.

I commenti dei partecipanti

«Decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività – ha sottolineato Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma e presidente della Fondazione Pacta – sono parte della stessa agenda industriale. La crescita del trasporto aereo resta una leva fondamentale di apertura, competitività e sviluppo per il Paese, ma deve proseguire lungo una traiettoria di progressiva riduzione delle emissioni, sostenuta da infrastrutture aeroportuali adeguate alla crescita della domanda e della connettività, da filiere energetiche più resilienti e da condizioni capaci di rendere possibili gli investimenti nel lungo periodo».

Nel suo intervento il vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, ha ricordato che «il trasporto aereo italiano è in forte crescita: quasi 112 milioni di passeggeri nei primi sei mesi del 2026, +4,9%, e oltre 25 milioni a luglio, +7%, a conferma della centralità del settore per turismo ed economia. Ora la sfida è accompagnare la crescita con una transizione sostenibile, senza penalizzare la competitività del sistema-Paese. Servono neutralità tecnologica, innovazione, investimenti nelle infrastrutture e nelle risorse umane e impianti sempre più moderni e intermodali».

Per il Commissario straordinario Enac, Carlo Mearelli, «le prospettive di crescita del trasporto aereo sono legate alla decarbonizzazione e al traguardo, non negoziabile, della neutralità climatica. Per questo serve un’architettura di strumenti concreti: dall’incremento dei Saf al rinnovo delle flotte, fino a incentivi fiscali che premino gli investimenti green. Il Net Zero non è solo un parametro tecnico, ma un’assunzione di responsabilità di ogni componente della filiera produttiva verso le future generazioni».

Infine il Generale Francesco Presicce, chief innovation, strategic projects and vision di Ita Airways: «Cinque anni fa Ita è nata con l’impegno di mettere la sostenibilità al centro del proprio percorso e abbiamo lavorato per dare concretezza a quella promessa. Oggi, però, il contesto geopolitico e i costi legati al sistema Ets pongono sfide sempre più difficili agli operatori aerei. Per sviluppare l’impiego dei carburanti sostenibili serve una filiera produttiva anche in Italia, con impianti vicini agli aeroporti: la distanza incide sulla disponibilità del carburante e sui costi».

La fotto è stata fornita dall’ufficio stampa di Pacta

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