Internet essenziale per il 91% degli italiani in viaggio: ricerca Airolo-YouGov

Internet essenziale per il 91% degli italiani in viaggio: ricerca Airolo-YouGov
16 Ottobre 16:00 2026

Tanta voglia di internet, anche quando si viaggia. All’estero, essere connessi a internet significa sentirsi più sicuri: il 91% degli italiani considera una connessione dati mobile essenziale, facendo di smartphone e app una vera e propria rete di supporto. È quanto emerge dalla nuova ricerca Safe when travel, realizzata da Airalo – piattaforma eSim – in collaborazione con YouGov, che ha coinvolto un campione rappresentativo di viaggiatori italiani per genere, età e area geografica, che hanno viaggiato all’estero negli ultimi due anni.

Un dato che colloca l’Italia tra i mercati con le percentuali più elevate tra i nove analizzati (gli altri sono Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Brasile e Messico). Il sondaggio mostra inoltre come, in Italia, l’ansia associata al non avere internet quando serve raggiunga 6,69 punti su 10. Il punteggio è superiore in Brasile (8,2) e Messico (7,2), mentre Germania (5,4) e Regno Unito (5,8) si collocano all’estremo opposto. Ma tra le donne, in Italia il livello di ansia sale a 7,1.

«Questa ricerca – spiega Matteo Papa, regional director Europa di Airalo – evidenzia come la connettività sia ormai un elemento strutturale dell’esperienza di viaggio. Disporre di una connessione affidabile consente di avere accesso a strumenti essenziali per orientarsi, comunicare o gestire eventuali situazioni di pericolo. La connettività ha ormai un ruolo sempre più rilevante nel favorire autonomia, consapevolezza e libertà durante i viaggi».

La tecnologia come alleata della sicurezza in viaggio

Il report, in effetti, evidenzia che il 29% degli italiani ha avuto bisogno di internet per motivi legati alla sicurezza durante un viaggio. Le situazioni più critiche sono quelle in cui diminuisce il controllo sull’ambiente: camminare da soli di notte (51%), esplorare aree non turistiche o poco conosciute (33%) e comunicare con le persone del luogo (29%). Il  tema assume ancora più rilevanza per alcune categorie di viaggiatori: camminare di notte incide sul senso di sicurezza per il 62% delle donne e per il 61% delle persone Lgbtqia+.

Tra chi viaggia da solo, mappe e app di viaggio (58%) e app di traduzione (42%) sono le precauzioni più diffuse, seguite dalla condivisione della propria posizione con qualcuno a casa (28%) e dalla verifica del livello di sicurezza delle aree visitate (25%).

La connettività viene anche percepita come un elemento che amplia la libertà di movimento. L’85% degli italiani afferma che una connessione stabile offre maggiore libertà di esplorare oltre i tradizionali percorsi turistici, mentre per il 56% aumenta la probabilità di visitare una destinazione che avrebbe altrimenti evitato per motivi legati alla sicurezza.

Nel complesso, gli italiani sembrano dunque adottare un approccio più reattivo che preventivo alla sicurezza in viaggio. Le attività preparatorie, come salvare prima della partenza numeri di emergenza, informazioni sull’ambasciata o altri contatti utili, sono ancora poco diffuse; una volta a destinazione, invece, mappe, traduttori, condivisione della posizione e ricerca di informazioni diventano strumenti quotidiani. La connettività si configura così come una rete di supporto in tempo reale, a cui ricorrere quando emerge una necessità.

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L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.

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