Allarme rosso per il trasporto aereo mondiale: il settore necessita di investimenti per almeno 4.600 miliardi di dollari (oltre 4mila miliardi di euro) per stare al passo con la crescita della domanda passeggeri, che dagli attuali 9,7 miliardi passerà a 18 miliardi entro il 2047. È la stima di Aci World, che riunisce oltre 800 società di gestione aeroportuale nel mondo, illustrata nel corso dell’assemblea generale annuale di Lima.
Una montagna di soldi che però, secondo quanto ha dichiarato il direttore generale, Justin Erbacci, dovrà essere accompagnata da concreti adeguamenti di infrastrutture e regole.
Come impiegare 4.600 miliardi
«Creare capacità – ha infatti sottolineato Erbacci – significa ottenere di più dagli impianti esistenti, lavorare come un sistema unico con le compagnie aeree e i fornitori di servizi di navigazione aerea e definire politiche che consentano di esprimere appieno i loro vantaggi, collegando persone e mercati e accrescendo il valore economico regionale. Vale a dire una virtuosa combinazione di nuove infrastrutture, un utilizzo più efficiente di quelle esistenti e una più stretta collaborazione tra aeroporti, compagnie aeree e fornitori di servizi di navigazione aerea».
Senza mezzi termini Erbacci ha spiegato che, quando la capacità è scarsa, le decisioni su chi può volare, dove e quando incidono pesantemente sulla connettività, sulla concorrenza e sulla scelta dei passeggeri. Occorre quindi abilitare la capacità prima che raggiunga il punto di crisi e modernizzare subito i quadri normativi e le politiche sugli slot. Inoltre, non si può chiedere agli aeroporti di ampliare la capacità, mentre la loro possibilità di finanziarla è limitata, definendo questa equazione impraticabile.
Nodo slot aeroportuali
In buona sostanza, Aci World ha chiamato in causa governi e autorità di regolamentazione sulla necessità di efficientare l’assegnazione degli slot aeroportuali come un’area chiave, perché determinano quando le compagnie aeree possono decollare e atterrare negli aeroporti con capacità limitata. L’associazione sostiene che le regole che ne disciplinano l’assegnazione hanno implicazioni più ampie per la concorrenza, la connettività e la libertà di scelta dei passeggeri.
L’attuale sistema di assegnazione slot tutela storicamente le quattro maggiori compagnie aeree, che da sole operano il 67% dei voli nei 50 aeroporti più congestionati del mondo. Un “blocco” che impedisce di ottimizzare lo spazio disponibile e ostacola l’ingresso di nuovi vettori adattabili al mercato.
Il paradosso dei regolatori
Inoltre, Aci World denuncia il paradosso dei regolatori che pretendono l’aumento della capacità aeroportuale riducendo contemporaneamente i margini di profitto e la possibilità degli scali di autofinanziarsi. Sarà poi cruciale l’opera di massimizzazione delle strutture esistenti: per evitare paralisi non basta investire in cemento, ma è indispensabile una cooperazione sistemica immediata tra aeroporti, compagnie aeree e controllori del traffico aereo per far rendere al massimo le piste e i terminal attuali.
Di fronte a queste priorità Erbacci è stato molto esplicito: «Chiediamo ai governi di pianificare in anticipo la crescita del settore aereo, di consentire l’aumento della capacità prima che raggiunga il punto critico e di modernizzare i quadri normativi e le politiche relative agli slot aeroportuali. Non possiamo chiedere agli aeroporti di espandere la capacità limitando al contempo la loro capacità di finanziarla. L’equazione semplicemente non funziona».
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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