Revisione al rialzo per la crescita dell’Italia elaborata dall’Ocse. Nell’Interim Economic Outlook di fine settembre la previsione di crescita del Pil italiano 2026 è stata portata dallo 0,5% allo 0,9%, con un incremento di 0,4 punti percentuali. Per il 2027 mantiene invece la previsione allo 0,6%.
Immediato il commento del ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi: «È un’ottima notizia e premia il lavoro del governo. Complimenti a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato, a partire dalle amministrazioni impegnate nell’attuazione del Pnrr, il cui impatto, anche in termini di governance e di qualità della crescita, è stato sottolineato dal vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto».
«A nome del turismo – ha sottolineato – ringrazio chi ha lavorato a questo traguardo: la filiera ha beneficiato delle risorse del Piano e continua a essere tra i motori della crescita dell’Italia. Ora guardiamo avanti: il turismo punta con decisione alla programmazione delle risorse europee 2028-2034, per consolidare gli investimenti e rendere il settore sempre più competitivo e sostenibile».
Il punto più interessante della revisione dell’Economic Outlook dell’Ocse è che non si tratta di un boom della domanda interna, ma della constatazione che alcuni fattori di sostegno all’economia hanno retto meglio delle attese.
A partire dal Pnrr e dagli investimenti pubblici: la maggiore attuazione degli investimenti del Piano continua a sostenere costruzioni, infrastrutture e comparti industriali collegati. Già nell’Outlook di giugno l’Ocse indicava l’accelerazione dei fondi Pnrr come principale elemento di sostegno all’attività.
Inoltre, si è certificata una maggiore resilienza dell’economia: secondo il capo economista Ocse, Stefano Scarpetta, l’Italia ha mostrato, insieme ad altre economie europee, una capacità di tenuta superiore a quella prevista a giugno.
C’è però il rovescio della medaglia: l’Ocse non considera questa revisione come l’inizio di una forte fase espansiva. Il +0,9% resta una crescita modesta e nel 2027 si scenderebbe nuovamente allo 0,6%. Inoltre, l’inflazione italiana è prevista al 3% nel 2026, per poi scendere al 2,6% nel 2027.


