Un lungo minuto di emozioni per attraversare la storia delle ferrovie in Italia. È live dal 19 ottobre “Viaggiare in Italia, viaggiando nel tempo” il nuovo spot del Gruppo Fs e di Fondazione Fs diretto da Volfango De Biasi, presentato in anteprima in occasione della 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma.
Capelli rossi, vestito verde lungo, la protagonista, Serena De Ferrari, attraversa la Sala Reale della Stazione Centrale di Milano sulle note di Felicità di Lucio Dalla. Quindi la giovane sale a bordo di un treno storico e via via attraversa diverse carrozze ed epoche differenti, segno del tempo che trascorre, ma non passa mai di moda.
Ma questo non è solo un viaggio. È soprattutto il racconto ideale per riscoprire il legame profondo tra il territorio e la storia del Paese, come ha sottolineato Giuseppe Inchingolo, vicedirettore generale corporate Gruppo Fs: «In questi tre anni abbiamo voluto raccontare la straordinaria evoluzione delle ferrovie, tra innovazione, tecnologia e ricerca. Di fatto la storia delle Fs ha contribuito a scrivere quella dell’Unità d’Italia».

Il vernissage dello spot alla Festa del Cinema di Roma non è affatto casuale: «Viaggiare in Italia significa viaggiare nel tempo – ha osservato ancora Inchingolo – Per questo, insieme a Fondazione Fs Italiane, vogliamo valorizzare un patrimonio storico e culturale che appartiene alla memoria collettiva degli italiani, riscoprendo il ruolo del treno nel connettere territori, comunità e generazioni attraverso il linguaggio cinematografico».
Un viaggio sulle note di Morricone
Ouverture tutta dedicata al Maestro Ennio Morricone dal Quartetto Pessoa con Tommaso Quaranta, un’infinita colonna sonora tra “C’era una volta in America”, “Il buono, il brutto, il cattivo” e “Nuovo Cinema Paradiso”. Un mix di capolavori, l’ennesimo viaggio sulle emozioni.
Un binario sul quale arriva in perfetto orario il treno dello spot, come fa notare Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione Fs, reduce dalla presentazione a Rimini del nuovo Arlecchino: «Un filmato emozionante per chi ha preso un treno negli anni 30 – e forse in sala ce n’erano pochi – ma negli anni 80 e 90 su quelle carrozze a compartimenti e le cuccette per fare l’Interrail o andare al mare siamo saliti anche noi. E come non ricordare la chiacchierata con il dirimpettaio e, prima di scendere, il classico “mi lasci il numero di casa”? Ho rivisto questi stralci di umanità che durante gli anni si sono consumati sui treni e sui binari delle ferrovie».
«Questo spot – prosegue Cantamessa – ricuce due storie che per molto tempo non si sono “parlate”: il nostro passato in bianco e nero, quello dell’azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato che aveva una funzione sociale, e l’Alta velocità e la modernità. Riannoda una storia che va dal 1905 (anno di nascita delle Fs) fino a oggi. E che io credo non terminerà».
Il treno sinonimo di libertà
Prima a sfilare sul “red carpet” del Teatro Studio Gianni Borgna, noblesse oblige, Ema Stokholma. Abito lungo nero, è la madrina della Festa del Cinema e protagonista della copertina del numero di ottobre de La Freccia, il magazine ufficiale del Gruppo Fs.
«Il treno – racconta con un pizzico di emozione – mi ha insegnato il senso di libertà. Basta prendere un treno per cambiare vita: così ho fatto a 15 anni e non mi sono più voltata indietro».
Cinema e treno, due vite parallele. Perché in fondo, come ha spiegato l’attore Massimiliano Caiazzo (che interpreta Pino Daniele nel film “Je so pazzo“) «il cinema è un treno che non ha bisogno di binari».
Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004
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