Trenitalia dice addio al Carnet Smart

Trenitalia dice addio al Carnet Smart
21 Ottobre 10:25 2026

Dal 1° novembre, Trenitalia dice addio al Carnet Smart, la formula da dieci viaggi in trenta giorni pensata per chi utilizza l’alta velocità alcuni giorni alla settimana. Una decisione che rischia di far lievitare i costi per lavoratori in smart working e studenti, mentre il nuovo sistema di abbonamenti mensili introduce una tariffa di 2 euro per ogni prenotazione. I carnet già acquistati resteranno validi fino alla loro naturale scadenza, anche dopo il 1° novembre.

Il Carnet Smart, disponibile sui treni Frecciarossa e Frecciargento, consentiva di effettuare dieci viaggi dal lunedì al venerdì, in entrambe le direzioni di una stessa tratta, con prezzi agevolati e la possibilità di modificare le prenotazioni. Una soluzione particolarmente utilizzata da chi alterna lavoro in presenza e da remoto, senza avere necessità di un abbonamento tradizionale.

L’impatto economico della cancellazione può essere significativo. Come evidenziato dal Corriere della Sera, sulla Torino-Milano il carnet da dieci corse in classe Standard costa 139 euro, mentre il nuovo abbonamento mensile, comprensivo di dieci prenotazioni, arriverà a 314 euro. Per cinque giornate di andata e ritorno, la differenza è di 175 euro, pari a un incremento del 126%. Con venti viaggi mensili, invece, il confronto è tra i 278 euro di due carnet e i 334 euro del nuovo abbonamento, con un aumento del 20%.

Si tratta di simulazioni basate sul passaggio dal carnet all’abbonamento, non di un rincaro generalizzato dei biglietti: per i viaggiatori occasionali potrebbero infatti risultare disponibili altre tariffe.

Nuovi abbonamenti, prenotazioni a pagamento

La cancellazione del Carnet Smart si accompagna a una revisione degli abbonamenti mensili dell’alta velocità. Trenitalia ha previsto una riduzione di 80 euro del prezzo fisso, introducendo però un costo di 2 euro per ciascuna prenotazione, rimborsabile in caso di annullamento prima della partenza.

Sulla Torino-Milano, ad esempio, l’abbonamento passa da 374 a 294 euro, mentre sulla Roma-Napoli scende da 418 a 338 euro. Il nuovo meccanismo risulta quindi più conveniente rispetto al precedente abbonamento per chi effettua meno di quaranta corse al mese, mentre oltre questa soglia il risparmio si annulla.

Trenitalia giustifica il cambiamento con l’esigenza di migliorare la gestione dei posti disponibili, scoraggiando le prenotazioni effettuate dagli abbonati e successivamente non utilizzate. Quanto al Carnet Smart, la società ne ha motivato il superamento con l’evoluzione delle abitudini di mobilità rispetto al periodo successivo alla pandemia, quando la diffusione del lavoro agile aveva ridotto la frequenza degli spostamenti.

Le proteste dei consumatori e il confronto con Italo

La decisione ha suscitato le proteste dei pendolari e delle associazioni dei consumatori. Il Movimento consumatori ha chiesto a Trenitalia di rivedere la scelta, mantenendo il Carnet Smart oppure introducendo una formula equivalente, capace di garantire flessibilità e prezzi accessibili.

«Eliminare i carnet Smart significa aumentare ulteriormente i costi della mobilità per lavoratori e studenti», ha dichiarato Marco Gagliardi, coordinatore del settore Trasporti dell’associazione, criticando anche il preavviso di appena due settimane.

La vicenda è arrivata anche in Parlamento, con iniziative annunciate da Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Movimento 5 Stelle per chiedere chiarimenti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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