Due diligence per l’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, per valutarne il valore e dare corpo all’ipotesi di parziale privatizzazione con l’ingresso di privati, oltreché di altri enti pubblici come la Regione Liguria. Lo scalo genovese viene considerato un asset strategico per la città e per l’intera regione, visti i recenti risultati operativi: nel corso del 2025 ha infatti registrato un record storico di passeggeri transitati, 1,57 milioni di utenti.
Attualmente la società di gestione è controllata al 60% dal’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona (Adsp), e per il restante 40% dalla Camera di commercio di Genova, e ora si vuole realizzare un serio piano di rilancio e potenziamento grazie a un progetto di ammodernamento dell’aerostazione, per complessivi 27,6 milioni di euro.
Il primo step è stato già finalizzato lo scorso anno con l’apertura della nuova ala Est che ha comportato una spesa complessiva di circa 15 milioni di euro, mentre ora si deve completare il piano di restyling, del valore di 12,6 milioni (già tutti finanziati), che prevede migliorie nell’intera area aeroportuale.
Dopo l’uscita di scena di Aeroporti di Roma, avvenuta due anni fa, gli attuali responsabili della gestione dello scalo intendono compiere una mirata azione di scouting attraverso una puntuale valutazione del valore dell’aeroporto, come ha ammesso lo stesso presidene dell’Adsp, Matteo Paroli: «In piena sintonia con la Camera di Commercio, con cui il confronto è costante e condiviso, abbiamo avviato la due diligence per una valutazione aggiornata dell’asset societario. Stiamo, inoltre, valutando l’ipotesi di un bando che possa prevedere la cessione di una quota e, allo stesso tempo, favorire l’ingresso di partner privati e pubblici (si intende Comune di Genova e Regione Liguria, ndr) in un percorso di rilancio, basato su un piano serio e concreto di investimenti, capace di sostenere le prospettive di crescita del nostro aeroporto. Un city airport, in grado di servire una ampia area di territorio».

