Affitti brevi, 3 milioni di gestori a rischio stop

Affitti brevi, 3 milioni di gestori a rischio stop
26 Febbraio 08:47 2026

Rischio di incompatibilità per 3 milioni di soggetti, tra professionisti e dipendenti pubblici che fino ad oggi hanno svolto anche l’attività di gestori privati di affitti brevi: è quanto rilevato dal Sole24Ore a seguito di un attento esame della Legge di Bilancio 2026, nella quale sono state riviste, appunto, le regole sulla tassazione degli affitti brevi, allargando  il perimetro dell’attività imprenditoriale.

La presunzione che obbliga ad aprire una partita Iva non scatta più a partire da 5 immobili ma da 3 immobili dati in locazione nel corso dell’anno. Questo comporta una netta differenza nella tassazione dei redditi e nella contabilità che va tenuta.

Ma c’è di più: molte categorie non possono esercitare un’attività imprenditoriale, quindi non c’è la possibilità di integrare lo stipendio con questo secondo lavoro. A partire dai dipendenti pubblici in quanto la regola contenuta nella Legge di Bilancio stabilisce che solo i dipendenti a tempo parziale (fino al 50%) possono svolgere attività con partita Iva oltre l’orario d’ufficio, purché non contrasti con l’impiego presso la Pa.

Chi lavora a tempo pieno, invece, non può proprio svolgere attività di tipo commerciale, a meno che non abbiano natura occasionale e siano esplicitamente autorizzate. Aprendo una partita Iva e avendo entrate sopra la soglia di 5mila euro, si ricade certamente in un’attività commerciale.

Di conseguenza il dipendente pubblico che affitta almeno tre immobili, da gennaio scorso è suscettibile di sanzioni disciplinari. Inoltre, chi viene assunto dalla Pa ed esercita l’attività di locazione breve per più di tre immobili deve dichiararlo e chiudere la partita Iva.

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Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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