Cala il sipario su Agrigento, Capitale italiana della Cultura 2025. Sono stati 1.110 gli eventi realizzati, compresa la cerimonia finale di sabato 10 gennaio, al Teatro Pirandello, con passaggio del testimone a L’Aquila, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi, nel segno della continuità e del dialogo tra i territori.
Straordinario palcoscenico a tutte le manifestazioni la Valle dei Templi, patrimonio Unesco, e il centro storico, fra le tradizioni popolari e la ricchezza paesaggistica e culturale del territorio.
Tra gli eventi di maggiore rilievo che hanno caratterizzato l’anno appena concluso, l’apertura del nuovo museo Metaphorà e del Museo di Città, luogo pensato come ponte tra passato e presente, capace di raccontare la storia di Agrigento, dalla Magna Grecia ai giorni nostri, attraverso percorsi multimediali che intrecciano luoghi e figure emblematiche del territorio.
Di particolare interesse anche il Museo del Corallo Nocito di Sciacca, dedicato alla storia e alla tradizione artigiana legata al celebre corallo rosso.
Durante l’anno, sono state 60 le mostre ed esposizioni che hanno arricchito la città, con particolare spazio alla lettura con più di 30 presentazioni di libri.
Non sono mancati concerti di artisti di fama nazionale e internazionale, spettacoli teatrali, conferenze accademiche, manifestazioni folkloristiche. Tutte iniziative che hanno contribuito a rendere Agrigento un punto di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale.
Il sindaco, Francesco Miccichè così riassume l’anno straordinario appena finito: «Con oltre 1.100 eventi, mostre, incontri e progetti, Agrigento ha dimostrato di esserci, di saper accogliere e produrre cultura, valorizzando il suo straordinario patrimonio identitario. L’anno di Capitale Italiana della Cultura 2025 ha posto le fondamenta per progettare il futuro culturale del nostro territorio. Il fermento culturale vissuto non si esaurisce con la fine dell’anno: tanti altri eventi, attività e iniziative continueranno a rafforzare il percorso intrapreso».


