Air Canada sospenderà i voli per l’aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy di New York per tutta l’estate a causa della guerra in Iran, che ha provocato una carenza di carburante per aerei e un conseguente aumento vertiginoso dei prezzi.
La compagnia di bandiera canadese ha annunciato che i voli da Toronto e Montréal per il Jfk saranno sospesi il primo giugno, per riprendere il 25 ottobre. I voli per gli altri due aeroporti dell’area metropolitana di New York, LaGuardia e Newark, saranno regolarmente operati.
LE SCELTE DI AIR CANADA
Air Canada ha dichiarato che contatterà i clienti interessati dalla sospensione per offrire opzioni di viaggio alternative. «Visto che i prezzi del carburante per aerei sono raddoppiati dall’inizio del conflitto con l’Iran e alcune rotte e voli meno redditizi non sono più economicamente sostenibili, stiamo apportando le opportune modifiche», ha dichiarato un portavoce della compagnia aerea di Montreal.
La compagnia aerea interromperà anche il servizio tra Salt Lake City (Stati Uniti) e Toronto a partire dal 30 giugno, con l’intenzione di riprenderlo nel 2027. A livello nazionale, la rotta tra Vancouver e Fort McMurray sarà sospesa il 28 maggio, mentre il servizio tra Toronto e Yellowknife sarà interrotto il 30 agosto; al momento, Air Canada non ha fornito una data di ripresa. Inoltre, la compagnia aerea programmava l’avvio du un servizio tra Montreal e Guadalajara, in Messico, ora sospeso a tempo indeterminato.
IL PESO DEL CARBURANTE
Il prezzo medio di un gallone di carburante per aerei ha raggiunto i 4,32 dollari, rispetto ai 2,50 dollari del giorno prima dello scoppio della guerra in Iran, secondo Argus Media.
I costi del carburante e del personale rappresentano in genere le maggiori spese annuali per le compagnie aeree. Delta Air Lines ha dichiarato questo mese che l’aumento del prezzo del carburante comporterà un incremento di 2 miliardi di dollari nei costi del secondo trimestre. Compagnie aeree come JetBlue e United Airlines stanno aumentando le tariffe per i bagagli, mentre altre stanno riducendo i servizi.
In un’intervista esclusiva rilasciata giovedì all’Associated Press, il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha affermato che l’Europa ha «forse sei settimane» di scorte di carburante per aerei e che l’economia globale si trova ad affrontare la sua «più grande crisi energetica». La Commissione europea ha invece smentito l’esistenza di un allarme.

