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Air India soffre, ma Singapore Airlines non la molla

Air India da uff.stampa

Singapore Airlines (Sia) non rinuncia ad Air India, nonostante le pesanti perdite della compagnia aerea indiana stiano avendo un impatto negativo sul suo utile.

Sia detiene il 25,1% di Air India dopo la fusione con Vistara e le perdite di Air India hanno contribuito a far diminuire il suo utile netto di oltre il 57%, nell’esercizio finanziario che si è concluso nel marzo 2026. L’amministratore delegato di Sia, Goh Choon Phong, non intende abbandonare l’azienda, definendo invece la trasformazione di Air India un «gioco a lungo termine, senza scorciatoie».

Air India sta subendo le restrizioni dello spazio aereo pachistano, le interruzioni causate dal conflitto in Medio Oriente, gli elevati costi del carburante e le continue difficoltà operative. Proprio per questo, ridurrà drasticamente i voli internazionali durante il periodo di punta della stagione estiva, da giugno ad agosto, dato che la nuova realtà pesa sulla redditività operativa della compagnia. Sia, invece, aumenterà i collegamenti con diverse città europee, vista la forte domanda.

Secondo gli esperti del settore aeronautico, la compagnia taglierà circa 140 voli alla settimana, pari a circa il 27% del totale dei suoi voli internazionali. Air India è la seconda compagnia aerea indiana per dimensioni, con 3,6 milioni di posti e una quota di mercato del 14%, secondo i dati del settore aeronautico forniti da Oag.

La guerra in Iran sta mettendo in difficoltà non solo Air India e il settore aeronautico indiano, ma l’India intera: il primo ministro, Narendra Modi, ha invitato i concittadini a ridurre l’uso di carburante e a evitare i viaggi all’estero.

La scommessa per Singapore Airlines è semplice, ma rischiosa: resistere alle difficoltà ora per una quota rilevante in uno dei mercati dell’aviazione a più rapida crescita al mondo.

La foto è di Air India
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