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Air Italy e il nodo dipendenti.
Incontro decisivo al Mit

Il futuro di cinquantuno dipendenti che da Olbia dovrebbero essere trasferiti a Milano Malpensa è in ballo al ministero dei Trasporti dove è previsto in queste ore l’incontro decisivo con la dirigenza di Air Italy. Vertice che non vedrà la partecipazione dei sindacati, perchè non invitati, che hanno proclamato uno sciopero per il prossimo 1° ottobre.

Nell’incontro col governo la compagnia aerea (nata dalla fusione con Meridiana e controllata dalla Aqa Holding, joint venture di Alisarda e Qatar Airways) dovrà infatti confermare o meno il trasferimento di 51 lavoratori dal centro operativo di controllo di Olbia (Sassari) a Malpensa proprio a partire dal primo giorno di ottobre.

I sindacati, però, contestano i “licenziamenti mascherati da trasferimenti” e la predisposizione di una delocalizzazione delle attività finora realizzate in Sardegna. Dal canto suo, Air Italy non ha mai tenuto nascosto la sua idea di destinare a Milano Malpensa la maggior parte della sua operatività facendone il suo hub principale.

Per le organizzaioni sindacali, però, l’attenzione del vettore deve essere destinato anche agli altri scali, soprattuto quello sardo, ponendo l’accento sulle ricadute sociali ed economiche per le famiglie dei 51 dipendenti ma anche su tutto il territorio.

Così hanno annunicato che il 1° ottobre sarà una giornata di astensione collettiva dal lavoro, che rischia di avere anche riflessi sul traffico aereo nazionale, indetta per 24 ore per tutti i turni di lavoro e con la garanzia dei servizi minimi previsti dalla legge.

«L’esclusione dei sindacati è una vergogna e una totale mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori Air Italy e del popolo sardo – ha detto al sito rassegna.it il segretario generale della Filt regionale, Arnaldo Boeddu – Con lo spostamento del tavolo dal ministero dello Sviluppo economico a quello dei Trasporti è evidente il tentativo da parte del governo di derubricare la vicenda Air Italy da tassello d’investimento per lo sviluppo del territorio a questione aziendale. Anche perché all’incontro non sono stati invitati le organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo che ha permesso l’ingresso del Qatar, garantendo il rilancio di un’azienda dal futuro incerto, né la Regione Sardegna».

Per la Filt Cgil la vertenza Air Italy “riguarda tutta l’isola e non si limita ai soli 51 lavoratori trasferiti. Ma vede prossimi e ulteriori trasferimenti di assistenti di volo e vede centinaia di lavoratori che attendono di essere reintegrati grazie al tanto sbandierato sviluppo che tarda ad arrivare per mancanze aziendali”.

Nei giorni scorsi la Cgil della Gallura ha posto l’accento sul dramma dei lavoratori in procinto di trasferirsi. “Dei 51 dipendenti, oltre il 50% ha più di 50 anni, nessuno è under 30. Ad avere figli sono in 27, e dovranno decidere se portarli con loro o lasciarli a Olbia o in altri paesi della Gallura, dove hanno sempre vissuto. Una decisione stavolta particolarmente odiosa, soprattutto perché il trasferimento da Olbia a Milano non è necessario”, hanno fatto sapere dalla sigla sindacale.

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