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Air Italy non licenzia: i 1.400 lavoratori restano in cig

Scongiurato, almeno per il momento, lo spettro dei licenziamenti per i lavoratori di Air Italy. Confermando quanto emerso nelle scorse settimane, è stata firmata giovedì sera la proroga per altri sei mesi (fino al 31 dicembre prossimo) della cassa integrazione per i circa 1.400 dipendenti dell’ex compagnia aerea sardo-qatariota.

Un risultato raggiunto in extremis – al termine di una riunione lunga cinque ore tra azienda, sindacati e ministeri del Lavoro, Trasporti e Sviluppo economico, in cui si sarebbe sfiorato più volte lo strappo – e ottenuto grazie alla modifica dell’articolo 45 del decreto Sostegni bis con la copertura dalla Ragioneria generale dello Stato.

«È un risultato importante che vede scongiurata una tragedia occupazionale in un settore già devastato dalla crisi», commentano Claudio Tarlazzi e Ivan Viglietti, rispettivamente segretario generale e nazionale Uiltrasporti, sigla impegnata a trattare con l’azienda «che si era attestata su posizione rigide».

«Questo però è solo inizio – proseguono – Ora bisogna lavorare come chiediamo da mesi per individuare soluzioni industriali che diano prospettive ai 1.400 lavoratori di Air Italy, oltre a riformare il settore trasporto aereo», intervenendo sui motivi alla base dello sciopero del 6 luglio.

Soddisfatto dell’accordo l’assessore sardo al Lavoro, Alessandra Zedda: «La Regione – promette – metterà in campo anche attraverso l’utilizzo dei fondi Feg una serie di politiche attive per aiutare i lavoratori a reinserirsi nel mercato del lavoro. L’auspicio è che dopo la sottoscrizione della cassa integrazione, il tavolo tra ministeri, regioni e sindacati attivi un percorso di politica industriale per il rilancio del trasporto aereo nazionale e il reinserimento di tutti i lavoratori e le lavoratrici Air Italy».

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