Vola in borsa il titolo Airbus con un rialzo del 6% dopo le stime relative alle consegne di aeromobili commerciali da qui al 2029, che dovrebbero generare un utile operativo di circa 10 miliardi di euro.
Il maggiore costruttore europeo, che tra fine 2025 e inizio di quest’anno, aveva subito rallentamenti nell’approvvigionamento di componenti e quindi nella conseguente produzione di velivoli, ha ritrovato slancio negli ultimi mesi, accelerando così il ritmo delle consegne incrementate del 15% rispetto alle previsioni.
In una conferenza stampa tenuta nel corso dell’Air Show di Farnborough, il ceo di Airbus, Guillaume Faury, ha esplicitamente dichiarato che l’obiettivo della casa costruttrice europea è preservare una sorta di ‘ombrello’ finanziario in grado di assicurare flessibilità in caso di shock sistemici, come purtroppo è avvenuto nel drammatico periodo della pandemìa. Ed è in questa logica che si è innestata l’operazione della linea di credito sottoscritta con la Banca Europea per gli Investimenti (Bei) che è stata oggetto di una durissima polemica con il competitor Boeing che l’ha definita “aiuto di Stato”.
Nel dettaglio Faury ha evidenziato l’obiettivo di consegnare circa 870 aerei nel 2026 confermando che le consegne del primo semestre sono state coerenti con il raggiungimento del target annuale, grazie a un miglioramento della disponibilità dei motori e della filiera produttiva. La produzione degli aeromobili della famiglia A320 continuerà ad aumentare, con una produzione di 70-75 velivoli al mese entro il 2027, rispetto agli attuali livelli, ritenendo che la situazione della supply chain sia oggi più prevedibile rispetto agli ultimi anni.
Secondo Faury, il problema ora non è la mancanza di ordini, ma la capacità dell’intera filiera di produrre e consegnare gli aeromobili nei tempi richiesti dalle compagnie aeree. Airbus continua quindi a concentrarsi sull’aumento della capacità produttiva.
Il ceo di Airbus ha poi ipotizzato un possibile incremento della produzione degli A350. E alla luce di queste previsioni il piano industriale di Airbus punta quasi a raddoppiare l’utile operativo entro il 2029, facendo leva proprio sull’aumento delle consegne di aerei commerciali e sul graduale superamento dei colli di bottiglia produttivi.
Di fatto il numero uno di Airbus ha esplicitamente osservato che dopo quattro anni segnati da problemi di approvvigionamento, Airbus ritiene che la filiera stia finalmente tornando sotto controllo.

