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Alitalia, 21 indagati per bancarotta fraudolenta

Bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali, ostacolo alle funzioni di vigilanza e falso in atto pubblico. Sono queste le ipotesi di reato emerse dalla chiusura delle indagini, eseguita dalla Procura di Civitavecchia, sulla gestione della compagnia di bandiera notificando il 415 bis agli indagati. Rischiano il giudizio in 21 tra vertici, ex componenti del cda, commissari e consulenti che si sono susseguiti negli anni nell’amministrazione di Alitalia.

In base agli atti, i soggetti coinvolti avrebbero fornito “indicazioni di dati di segno positivo difformi dal vero, consentendo il progressivo aumento dell’esposizione debitoria e cagionando o comunque concorrendo a cagionare il dissesto della società“. Nel mirino degli investigatori della Guardia di finanza ci sono anche le plusvalenze del 2016, calcolate in 39 milioni di euro, servite a “migliorare i dati sulle condizioni economiche di Alitalia Sai, allo scopo di compensare risultati negativi“.

Tra i nomi emersi dall’inchiesta figurano anche l’attuale ad di Unicredit Jean Pierre Mustier, la vice presidente di Confindustria Antonella Mansi e l’ex commissario di Alitalia e liquidatore di Air Italy, Enrico Laghi. Nel procedimento – oltre ai nomi già conosciuti di Montezemolo, Ball Cramer e Hogan – risulta indagata anche la società Alitalia Sai per responsabilità amministrativa degli enti.

La Procura di Civitavecchia ha notificato l’atto a: Silvano Cassano, Luca Cordero di Montezemolo, Mark Ball Cramer, Duncan Naysmith, Reginald James Hogan, Carlo Rosati, Claudio De Cicco, Matteo Mancinelli, Paolo Merighi, Corrado Gatti, Alessandro Cortesi, Roberto Colaninno, Denis James Rigney, Jean Pierre Mustier, Giovanni Bisignani, Andrea Paolo Colombo, Antonella Mansi, Enrico Laghi, Domenico Falcone, John Charles Shepley, Giancarlo Schisano.

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