Austria, il futurologo Reiter: «Qui un turismo equilibrato e inclusivo»
Un viaggio in Austria a portata di mano: basta affacciarsi presso il Padiglione austriaco della Biennale di Venezia per una full immersion in una città che dalla caduta di Cortina di Ferro in poi, ha messo in atto una rapidissima espansione mantenendo un costo di vita accessibile. Questa è la storia di un successo pieno, quello del sistema dell’edilizia residenziale austriaco, abile ad adottare strumenti efficaci con la speculazione immobiliare fin dai tempi antichi.
Questo perché Vienna ha scelto una strada diversa. La maggior parte dei viennesi vive in affitto, con l’edilizia sociale concepita come un modello inclusivo per una vasta parte della società, dove il concetto di social housing si è trasformato society housing. Oggi, infatti, la città deve affrontare nuove sfide legate all’invecchiamento, alla povertà in aumento, ai nuovi modelli di vita e lavoro, al cambiamento climatico, a nuove forme di convivenza e la necessità di trasformare il patrimonio edilizio esistente.
Ma cosa significa tutto questo? A entrare nel dettaglio è il futurologo Andreas Reiter. «Le città rimangono motori della crescita del turismo, un’iniezione di intensità di vita, ispirazione e nuove prospettive, trasferimento di conoscenze e piacere sociale, ma allo stesso tempo sono sottoposte a stress-test permanenti. Il vantaggio della densità – prosegue Reiter – comporta nuovi talenti, opportunità di lavoro, servizi, ma allo stesso tempo compare sia una lotta per le risorse e sia la capacità di affrontare interruzioni e crisi, come eventuali pandemie, guerre ma anche inondazioni, siccità, sovraffollamento turistico, che spesso costano conseguenze a lungo termine, da qui l’importanza di sviluppare una necessaria resilienza preventiva».
Ma più in generale da dove passa una migliore vita urbana? Dai corridoi di sviluppo che abbracciano la digitalizzazione fatta di decentralizzazione (lavoro da remoto, mobilità, localizzazione) e smart city. A livello globale, le città stanno guidando l’agenda della sostenibilità.
«La città di domani è percorribile a piedi e in bicicletta – afferma ancora il futurologo – Una città sana è fatta di pedoni e ciclisti, incentiva i centri urbani senza auto magari con un trasporto pubblico gratuito, ad esempio Tallinn, Lussemburgo. Conta anche la trasformazione-adattamento di luoghi chiave urbani, ad esempio parcheggi, centri commerciali».
Non solo: altri concetti chiave in questo scenario sono la co-creazione ovvero lo sviluppo distrettuale attraverso “bilanci partecipativi”, la partecipazione tramite “gemelli digitali”, intelligenza artificiale, piattaforme elettroniche, in una sorta di innovazione aperta. In sintesi, la città del futuro si rispecchia in tre caratteristiche essenziali: intelligente, verde, collaborativa.
E come rispondono le principali città turistiche austriache alle sfide future? «È un turismo equilibrato – conclude Reiter – Vienna ha un turismo ottimale, c’è equilibrio tra visitatori e residenti, miglioramento della qualità della vita, responsabilità condivisa degli stakeholder, turismo di quartiere, attenzione all’accoglienza degli ospiti. Salisburgo si basa sull’economia turistica dove la qualità prevale sulla quantità, il turismo viene visto come parte integrante dello sviluppo urbano, con un certo impatto culturale ed economico e riduzione al minimo dei conflitti d’uso. Infine la regione di Innsbruck: un turismo equilibrato con particolare attenzione all’accettazione locale del turismo e alla mobilità intelligente».


