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Avanti con i rimpatri, Tajani: «Priorità alle zone di guerra»

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L’unico boato che piace in questi giorni drammatici. È quello di gioia che ha accolto, in un clima di forte emozione, 200 studenti, in gran parte minorenni, rimasti bloccati a Dubai e rientrati martedì sera alle 19.25 all’aeroporto di Milano Malpensa con un volo da Abu Dahbi.

Tornati in Italia con un volo organizzato dalla Farnesina, sono stati sommersi dagli applausi e dagli abbracci commossi di genitori, amici e insegnanti dopo giorni di tensione vissuti negli Emirati, diventati bersaglio della reazione iraniana all’attacco congiunto Usa-Israele. «È stata dura – uno dei commenti a caldo – ci siamo ritrovati di colpo in territorio di guerra».

I ragazzi si trovavano a Dubai per un’attività extrascolastica organizzata da Wsc ItaliaWorld Student Connection Global Leaders, nell’ambito del progetto di simulazione delle assemblee Onu. Una situazione che si è fatta via via preoccupante con il passare dei giorni, tra le incursioni aeree e le esplosioni, che hanno obbligato la comitiva a rifugiarsi nei seminterrati dell’hotel, trasformati in bunker.

Intanto, prosegue il ponte aereo organizzato dalla Farnesina –  grazie alla Task Force Golfo – per rimpatriare i connazionali. Sono circa 2.500 quelli che fra lunedì e martedì hanno fatto rientro in Italia dal Golfo, dove ci sono circa 70mila italiani, ma non sono pochi quelli che hanno deciso di organizzarsi autonomamente.

In una nota ufficiale, il ministero degli Esteri ha comunicato che “mercoledì mattina sono partiti altri due voli della Oman Air da Mascate in direzione di Roma con a bordo un totale di 249 cittadini italiani. Nei prossimi giorni altri voli, facilitati dalla Farnesina con l’aiuto delle sedi diplomatico-consolari nella regione, partiranno da Abu Dhabi, Dubai, Mascate, Riad, Malè e Colombo verso l’Italia”.

La Farnesina rinnova l’invito a “seguire le comunicazioni ufficiali e a registrarsi sull’App Viaggiare Sicuri o sul sito dovesiamonelmondo.it per ogni aggiornamento sugli sviluppi nella regione, che sarà comunicato attraverso questi canali istituzionali. I cittadini non registrati sui siti del ministero non riusciranno a ricevere le comunicazioni che l’Unità di Crisi, le ambasciate e i consolati sono in grado di inviare per aggiornare le indicazioni sui voli e sulle indicazioni di sicurezza”.

Uno degli obiettivi è portare all’aeroporto di Riyadh gli italiani che vogliono partire da Qatar e Bahrein. Ce ne sono diversi anche tra i crocieristi bloccati sulla Msc Euribia, ferma nel porto di Dubai dopo lo stop al trasferimento a Doha, aeroporto di partenza per il ritorno a casa. “La situazione a bordo è serena – spiega Msc in una nota ufficiale – e gli ospiti ricevono aggiornamenti regolari e tempestivi sull’evoluzione degli eventi”.

“Msc Crociere – si legge ancora – sta collaborando in modo continuativo con i vettori aerei, in particolare con Emirates ed Etihad Airways, per individuare e garantire voli di rientro per i nostri ospiti nel più breve tempo possibile. Stiamo anche cercando di ottenere dalle compagnie aeree la massima priorità per tutti gli ospiti; al momento, le compagnie che hanno ripreso le operazioni nell’area hanno comunicato che seguiranno un ordine di precedenza basato sulla data originaria del volo.

“Per accelerare ulteriormente le operazioni di rimpatrio – conclude Msc – stiamo valutando soluzioni alternative, tra cui l’organizzazione di voli charter in partenza da Dubai, Abu Dhabi o Muscat. Allo stesso tempo manteniamo un coordinamento continuo e diretto con le autorità locali, le Ambasciate e i ministeri degli Affari Esteri competenti per sostenere e facilitare il rientro in sicurezza dei nostri ospiti”.

Sulla via del ritorno anche 30 italiani, che si sono spostati da Gerusalemme alla Giordania. «Siamo ad Amman», fa sapere Gaspare L’Episcopia, partito da Matera il 21 febbraio scorso per un pellegrinaggio in Terra Santa con altri 29 concittadini.

«Subito dopo l’allerta per droni su Gerusalemme – racconta – siamo partiti verso il valico di Allenby e abbiamo attraversato il confine arrivando in Giordania, dove ad attenderci c’era il personale del Consolato italiano che ci ha assistiti. Tramite la nostra agenzia abbiamo prenotato un hotel ad Amman e un volo con la compagnia di bandiera giordana diretto a Roma, il tutto ovviamente a nostre spese».

Anche in queste ore cariche di tensione non sono però mancati problemi e polemiche. Gli aeroporti del Golfo sono hub molto importanti anche per chi si trova nell’area dell’Oceano Indiano e dell’Asia. Così la Farnesina si sta impegnando per cercare di sbloccare la situazione alla Maldive, dove ci sono molti italiani, ma le compagnie europee non possono viaggiare verso l’area.

«La priorità va alle persone che si trovano in zona di guerra», ha però precisato Tajani, che ha reso noto come ci siano «una quarantina di richieste» di persone con cittadinanza italiana che vogliono lasciare l’Iran. «Vediamo di farli partire nella massima sicurezza, perché lì c’è ancora più rischio, come a Tel Aviv, per farli uscire. Stiamo lavorando per evitare rischi di qualunque tipo».

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