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Biztravel, il grande crac nei numeri Ambrosetti

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«Si prevede la peggior contrazione del Dopoguerra del Pil mondiale, al -4,4%». Lo spiega Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di Ambrosetti ospite del BizTravel Forum 2020, intervistato dal giornalista Nicola Porro. L’ad ha analizzato, tra gli altri, il nuovo Global Outlook del Fondo Monetario Internazionale, tracciando il percorso di ripresa del turismo italiano e sottolineando l’importanza di una governance chiara, di un’immagine ben comunicata, e della competenza il più possibile completa degli operatori.

In Italia, il lockdown e la contrazione dell’attività economica hanno generato una flessione dei consumi nei primi due trimestri dell’anno come mai prima d’ora: «Nel 2020 – spiega De Molli – si prospetta un crollo dei consumi fino a 56 miliardi di euro rispetto al 2019, con il 30% delle famiglie sostiene di non avere i mezzi economici per affrontare un nuovo lockdown. Quasi un italiano su cinque non riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di mille euro con risorse proprie».

La crisi da Covid ha infatti colpito pesantemente la classe media italiana: «La pandemia – prosegue l’ad – potrebbe far uscire oltre 1,6 milioni di famiglie dalla classe media e generare una perdita di reddito disponibile netto di oltre 23,4 miliardi di euro».

Nel terzo trimestre, nonostante il cenno di ripresa trainato dall’estate, si assiste a una nuova contrazione della produzione industriale. «Ad oggi prevediamo un calo del Pil italiano al -10,8%, a meno che non vengano implementate radicali azioni di politica economica. Il 2020 rischia di essere il terzo anno peggiore da oltre 150 anni», aggiunge De Molli.

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LA CURVA DEL TURISMO. Prima dell’emergenza sanitaria il turismo cresceva ininterrottamente: lo scorso anno l’Italia ha registrato 64,5 milioni di arrivi turistici internazionali. «Con il coronavirus siamo giunti a un calo degli arrivi del 70%, e gli aeroporti chiuderanno il 2020 con il 70% in meno di passeggeri in transito – analizza l’amministratore delegato di Ambrosetti – La stagione estiva? Nonostante la parziale ripresa si è registrata comunque una perdita significativa».

Ma passiamo al 2021. Per De Molli ci sono tre fattori critici che generano incertezza sul ritorno dei turisti internazionali: l’andamento della variabile sanitaria e i relativi impatti sui viaggi intercontinentali; la dinamica dei consumi; la possibilità di garantire percorsi turistici sicuri. La soluzione? Per essere pronta a questo rinnovato scenario l’Italia dovrà munirsi di una strategia complessiva di rilancio che poggia su tre pilastri: governance, immagine del Paese, competenze degli operatori turistici.

«Partiamo dal primo punto da rivedere: dal 1998 le competenze ministeriali del turismo sono state spostate otto volte e le azioni previste dai Piani strategici non sono state realizzate – conclude Valerio De Molli – Quanto alla promozione turistica, questa nel nostro territorio è molto frammentata e manca di massa critica; infine, solo il 18% dei consulenti e operatori turistici possiede competenze digitali adeguate a marketing turistico, gestione della comunicazione e reputazione online».

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