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Cancellazioni Ryanair, la protesta delle agenzie

Mentre il ceo di Ryanair Michael O’Leary annulla le conferenze fissate in Italia, e si affida a una nota stampa, iniziano a muoversi anche le associazioni di categoria delle agenzie di viaggi contro la decisione della compagnia di cancellare una cinquantina di voli al giorno da qui a ottobre.

«TORNI SUI SUOI PASSI. Pronta la reazione del presidente di Fiavet, Jacopo De Ria: «L’annuncio del vettore – dice – è a dir poco sconcertante. Le motivazioni sono inaccettabili, in particolare sul piano giuridico perché le loro necessità di far fronte a problematiche inerenti rotazioni e altri dettagli operativi toccano da sempre le compagnie aeree, ma non per questo bisogna far ricadere tutto sui passeggeri. Questo provvedimento non rientra tra le causa di forza maggiore. Ecco perché Fiavet chiede a Ryanair di rivedere appena possibile questa decisione». Un esplicito invito a tornare sui propri passi che, visti i trascorsi di Ryanair, secondo De Ria non sarebbe una novità.

APPELLO ALL’ENAC. Gli fa eco Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi: «Siamo pronti a scrivere all’Enac e richiedere spiegazioni. Sapere, soprattutto, se una compagnia aerea ha facoltà di comportarsi così. Tanto più che, è bene ricordarlo a tutti, Ryanair è la maggiore compagnia a contribuzione pubblica, poiché riceve contributi da Camere di Commercio, regioni e Città Metropolitane. E con questa decisione sta mettendo in crisi, non solo i consumatori finali, ma anche le adv, soprattutto chi sta lavorando con gruppi e non riesce a dare risposte concrete e tempestive. Qui si capisce l’importanza della direttiva Ue, che se fosse già in vigore nel nostro Paese darebbe nuovi strumenti di contrasto a certe azioni. Dal punto di vista giuridico stiamo anche valutando se ci sono gli elementi per istruire una pratica legale sollecitando Ryanair a ripristinare i voli. Quello delle ferie dei piloti è un problema interno che Ryanair non può far pagare ai passeggeri e agenti di viaggi».

COMUNICATO CONGIUNTO. Già in queste ore potrebbe essere diffuso un comunicato congiunto delle associazioni di categoria, con le eventuali contromosse suggerite ai passeggeri-utenti, in particolare quei viaggiatori che avevano combinato soggiorni e tour al transfer aereo cancellato dal vettore.

ASSISTENZA LEGALE. In prima fila anche l’Aiav che, sul proprio sito, scrive: “Sugli operativi delle compagnie low cost vengono costruiti pacchetti turistici per individuali e gruppi, pacchetti che sono comprensivi di alloggio, visite ed escursioni e altri servizi che, quasi sempre, non possono essere recuperati. In questi casi, il passeggero (o l’impresa turistica che abbia operato in qualità di “organizzatore”) può richiedere il risarcimento del danno patito attraverso le opportune procedure legali che – seppure non rapide o certe – possono consentirne il recupero”. L’associazione, in collaborazione con l’avvocato Luca Viapiano e con l’Adoc offre assistenza a tutte le agenzie associate e ai loro clienti (legale@aiav.eu).

FUGA DEI PILOTI? Tra le ragioni della raffica di cancellazioni che, secondo O’Leary, potrebbero costare alla compagnia 35 milioni di euro, non ci sarebbe solo la maldestra valutazione dei riposi, ma una vera e propria fuga dei piloti, in cerca di condizioni migliori dai competitor. E dunque, Lufthansa e Iag. Ma soprattutto la low cost Norwegian che avrebbe sottratto alla compagnia irlandese circa 140 comandanti. Una vera e propria emorragia che Ryanair starebbe tamponando con bonus fedeltà per i piloti. Ma è lo stesso O’Leary a smentire la notizia secondo cui la compagnia sarebbe a corto di piloti, assicurando che «questo problema», legato ai congedi dei comandanti nell’anno di nove mesi (aprile-dicembre), non si ripresenterà nel 2018 quando Ryanair tornerà al calendario di dodici mesi dal 1° gennaio al 31 dicembre».

LA LISTA COMPLETA DEI VOLI CANCELLATI. Ryanair ha pubblicato, nel frattempo, la lista completa dei voli annullati (meno di 50 al giorno, precisa la compagnia) tra il 21 settembre e il prossimo 28 ottobre. Queste cancellazioni – spiega l’azienda in una nota – interessano, dove possibile, le basi più importanti e le rotte con più frequenze giornaliere, in modo tale da offrire ai passeggeri il maggior numero di opzioni.

La notizia della cancellazione è accompagnata da un’email del vettore ai passeggeri coinvolti a cui sono proposti voli alternativi, rimborso totale e gli eventuali diritti di compensazione. Gli aeroporti coinvolti sono: Roma Fiumicino, Milano Bergamo, Barcellona, Brussels Charleroi, Dublino, Lisbona, London Stansted, Madrid e Porto.

Intanto Bruxelles ha intimato al vettore di “rispettare le regole europee sui diritti dei passeggeri, come il rimborso, la riprogrammazione, il rimpatrio e in alcune circostanze una compensazione finanziaria”.
Su tutto, una cosa è certa: l’Europa ormai non può fare a meno di Ryanair. Cancellare i voli è come togliere l’acqua dai rubinetti. E questo O’Leary lo sa bene.

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