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Cara tassa di soggiorno. E il gettito sale a 1,3 miliardi in Italia

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Altri 20 Comuni italiani sono pronti a introdurre l’imposta di soggiorno: salgono così a 1.409 il numero di amministrazioni municipali che quest’anno adotteranno questa tassa, portando così il gettito nazionale complessivo per il 2026 – secondo l’Osservatorio permanente di Jfc – a circa 1,3 miliardi di euro. Tra i venti nuovi Comuni in procinto di applicare la tassa figurano Moncalieri, Foligno, Latina, Avellino e Scandicci.

Da rilevare inoltre che il dl Anticipi, con la legge di conversione approvata dal Parlamento il 18 dicembre scorso, ha consentito agli enti locali a non più di 30 chilometri dalle sedi in cui si svolgeranno i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 di istituire l’imposta o di incrementarla di massimo 5 euro nel 2026, destinando al bilancio statale la metà del maggior gettito. Incrementi che si sono già avuti a Milano che ha portato a 10 euro il tetto massimo
dell’imposta di soggiorno, equiparandola al livello raggiunto da Roma. A seguire figurano le città di Firenze (tetto massimo a 8 euro), Bologna (7 euro) e Napoli (6 euro). In questi giorni è stato comunicato l’aumento della tassa di soggiorno anche a Cagliari (5 euro, al massimo, al giorno).

Secondo Massimo Ferruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno «il capoluogo lombardo, grazie anche all’effetto Olimpiadi Invernali, incasserà non meno di 151 milioni di euro, vale a dire 28 milioni in più rispetto ai 2025, ma di questi soldi solo la metà dell’incremento andrà nelle casse comunali, mentre l’altra metà sarà destinata al bilancio dello Stato. Mentre per Roma si stima che l’incasso complessivo del 2025, anno giubilare, sfiorerà i 305 milioni di euro».

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