Carnevale, Cst-Ipsos: giro d’affari da 1,2 miliardi

Carnevale, Cst-Ipsos: giro d’affari da 1,2 miliardi
17 Febbraio 15:06 2026

Le vacanze in maschera valgono almeno 1,2 miliardi di euro: è la stima elaborata dal Centro studi turistici di Firenze e Ipsos per Confesercenti che ha calcolato il volume complessivo di spesa tra acquisti legati alla tradizione e i budget per viaggiare.

Solo nell’ultimo fine settimana (14-17 febbraio), complice la chiusura delle scuole in molte regioni anche lunedì e martedì, si stima che il Carnevale abbia generato circa 5 milioni di pernottamenti, con un’occupazione delle camere delle strutture ricettive disponibili online al 75% e una spesa dei turisti sui territori di oltre 710 milioni di euro.

A differenza di altre ricorrenze, secondo gli analisti del Cst, il Carnevale è una festa estremamente frammentata, celebrata con enfasi diversa in molte località del Belpaese. La spesa appare divisa in due: da un lato gli acquisti tradizionali come dolci (indicati dal 69% del campione di consumatori intervistati), feste e celebrazioni (45%), coriandoli e stelle filanti (39%), costumi e maschere per sé o per i propri figli (31%); dall’altro i viaggi con le località di grande tradizione carnevalesca a fare da traino.

Venezia, Viareggio, Ivrea, Cento, Acireale, Putignano, Mamoiada, Fano, Offida, Ronciglione, Canazei, Oristano, Ascoli, Sciacca e molte altre, in questo periodo registrano un afflusso straordinario di turisti, con picchi di prenotazioni abbastanza vicini a quelli che si registrano durante la stagione estiva. Dal 17 gennaio ad oggi, gli italiani hanno saputo approfittare del periodo riscoprire il turismo di prossimità e vivere vacanze brevi alla scoperta della tradizione e del territorio, arrivando a registrare circa 20 milioni di presenze turistiche complessive.

Il Carnevale si conferma, pertanto, una ricorrenza che influenza i comportamenti di consumo e impatta trasversalmente su diversi settori, dalla gastronomia all’intrattenimento e dall’artigianato alla cultura. Tra dolci e accessori a tema, la fanno da padrone i negozi di prossimità, scelti per gli acquisti dal 58% degli italiani, con un picco del 65% nel Mezzogiorno, e la grande distribuzione (61%). Solo il 37% degli italiani ha optato invece per compere on line. Resta l’1% degli italiani che ha deciso di non fare acquisti legati al Carnevale. “Il Carnevale ha un impatto sugli acquisti, dai dolci alle maschere, ma è anche un periodo che favorisce le scelte di viaggio alla scoperta di tradizioni diverse e traina il turismo invernale, stimolando la domanda in un periodo di bassa stagione. Diversamente da altri periodi vacanzieri – spiega in una nota  Confesercenti – il Carnevale favorisce forme di consumo legate prevalentemente a viaggi brevi e di prossimità. I principali attrattori sono le sfilate in maschera, le aree limitrofe a località con eventi e quelle tradizionali degli sport invernali, soprattutto in coincidenza del martedì grasso”.

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