La nuova Fair Travel Promise di Volotea non piace all’Unione nazionale consumatori, che ha avanzato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) per la verifica della congruità delle richieste di un fuel surcharge per i biglietti aerei.
Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore l’Unione nazionale consumatori avrebbe chiesto all’Antitrust di verificare le basi e la fondatezza della richiesta che Volotea avanza per l’adeguamento del costo del biglietto in base alle fluttuazioni del barile di Brent. Volotea ha comunicato di seguire tre principi nella sua nuova policy: sette giorni prima della partenza del volo, la compagnia verifica i prezzi di mercato del carburante; se i prezzi aumentano, viene applicato un adeguamento in base a una tabella definita e trasparente. Al contrario, se i prezzi diminuiscono, sarà rimborsata la differenza in base agli importi definiti nella medesima tabella (vai al link).
L’Unione nazionale consumatori – spiega il Sole 24 Ore – nella segnalazione avanzerebbe parecchi dubbi: la “Fair Travel Promise” non si tratta di una promessa di viaggio ma di un supplemento chiesto a chi avrebbe già acquistato il biglietto specifica l’associazione. Sarebbe altrettanto ingannevole il contenuto della tabella pubblicata da Volotea perché la base dei prezzi, tra i 65 e 75 dollari in cui non viene applicato nessun adeguamento sarebbe arbitraria e ingannevole. Per di più non viene chiaramente specificato l’indice di riferimento utilizzato. In questa richiesta ci sarebbero inoltre diverse carenze nel campo della diligenza professionale, la correttezza e la buona fede che l’Antitrust dovrebbe verificare.

