Il comparto dei traghetti si avvia verso la stagione estiva sospinto da un’ondata di ottimismo, nonostante qualche nuvola di preoccupazione si profili comunque all’orizzonte a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale. Ma a differenza del settore aereo, il sistema dei traghetti al momento non sembra subire grosse ripercussioni, trasformando anzi una crisi potenziale in un’opportunità competitiva. L’estate 2026 potrebbe persino rivelarsi, paradossalmente, un momento di rilancio per il trasporto marittimo nelle preferenze di viaggio degli italiani e non solo.
Certo, navi e traghetti, pur utilizzando carburanti diversi rispetto al cherosene impiegato dagli aerei, non sono immuni alla volatilità dei prezzi petroliferi. Tuttavia, la differenza sostanziale sta nella disponibilità: se i voli sono minacciati dalla scarsità di jet-fuel, per il trasporto marittimo il problema resta confinato, almeno per ora, al solo incremento dei costi. Che comunque non è un dettaglio di poco conto, soprattutto se dovesse tradursi in aumenti tariffari dovuti al fuel surcharge. Rischio al momento scongiurato, come rassicurano alcuni operatori del settore che abbiamo sentito per avere un quadro effettivo della situazione e sgombrare il campo da inutili allarmismi e speculazioni.
«Possiamo garantire continuità nell’approvvigionamento grazie a contratti solidi con i nostri partner», afferma Matteo Della Valle, chief commercial officer di Gnv, evidenziando come la tenuta della filiera sia oggi un elemento chiave di stabilità. Una lettura condivisa anche da chi osserva il settore da una prospettiva distributiva come Nicola Rubaudo, direttore tecnico di Ellade Viaggi, per cui «il problema non è tanto la disponibilità del carburante, ma il suo costo. La maggior parte dei traghetti utilizza infatti un gasolio con caratteristiche diverse dal cherosene e meno esposto alle tensioni dirette dell’area mediorientale. La quota di carburante proveniente dalla zona di crisi è relativamente esigua e questo ci mette al riparo da problemi di approvvigionamento».
Gli fa eco Silvia Cioni, general manager di Prenotazioni24, che conferma che «le compagnie stanno continuando a operare regolarmente e, al momento, non risultano cancellazioni o riduzioni dei collegamenti dovute alla disponibilità di carburante».
Il vero nodo è dunque economico, dal momento che il carburante rappresenta una voce che può incidere fino al 10-20% sui costi operativi delle compagnie, ma il settore sembra aver trovato, almeno nel breve periodo, strategie efficaci per assorbire l’impatto. Una su tutte: il fattore capacità. Nello scenario di grande incertezza internazionale, il traghetto riscopre un vantaggio competitivo strutturale. «È il mezzo che vince», osserva Rubaudo, sottolineando come la possibilità di trasportare fino a 2.000 passeggeri in un’unica traversata consenta economie di scala impensabili per l’aereo. «Non solo – aggiunge – a parità di passeggeri, il consumo per persona risulta inferiore, con l’ulteriore valore aggiunto del trasporto veicoli. Anche eventuali strategie operative, come una lieve riduzione della velocità di crociera, permettono di contenere i consumi senza compromettere la sostenibilità del viaggio».
Sul fronte commerciale, il segnale più rilevante arriva dalla tenuta dei prezzi. «Al momento non registriamo variazioni significative sui prezzi – spiega Della Valle – Abbiamo scelto di agire in modo diretto: puntiamo a riempire al massimo le navi, che hanno grandi capacità. Più alto è il tasso di riempimento, più riusciamo ad assorbire gli extra-costi del carburante e mantenere prezzi competitivi». Una strategia che trova conferma anche sul mercato. «I prezzi sono in linea con la stagionalità, senza aumenti straordinari – conferma Rubaudo – E anzi continuano a esserci offerte molto interessanti». Emblematico, segnala, il caso di alcune promozioni da Bari per la Grecia di Venturis con tariffe da 39 euro per luglio e agosto (fino al 14 maggio), un segnale chiaro dell’ottimismo degli operatori sulla sostenibilità della stagione estiva.
Anche da Gnv annunciano «un’iniziativa commerciale molto incisiva per chi non ha ancora prenotato le vacanze estive. Per tutte le prenotazioni finalizzate entro il 19 maggio, stiamo applicando una riduzione che arriva fino al 40% sul totale del biglietto su tutte le linee ad eccezione delle Baleari». Situazione sotto osservazione per Cioni, che ammette che «alcune compagnie hanno annunciato la possibile introduzione di un fuel surcharge temporaneo, legato all’aumento del costo del carburante; tuttavia, al momento, risultano soltanto due compagnie ad aver effettivamente applicato questi supplementi sul biglietto. Allo stato attuale, quindi, gli adeguamenti tariffari generalizzati sulle tratte traghetto per l’estate risultano ancora inapplicati».
Sul fronte della domanda, il quadro è decisamente positivo. Nonostante il clima di incertezza, la voglia di viaggiare non si arresta. «I passeggeri stanno premiando la nostra politica di stabilità tariffaria – evidenzia Della Valle – Le prenotazioni registrano un buon incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda i flussi, nonostante il quadro geopolitico sia ancora fortemente volatile e impatti su tutto il settore, il nostro obiettivo è garantire la massima continuità operativa e affidabilità per i viaggi estivi».
Una tendenza confermata anche da Rubaudo: «L’interesse resta costante e il flusso delle prenotazioni non ha subito impatti significativi, anzi ci aspettiamo un incremento». Per contro si intravedono nuove dinamiche di mercato. Le turbolenze internazionali stanno favorendo una redistribuzione dei flussi verso destinazioni percepite come più sicure e accessibili. «Al momento – aggiunge il manager – c’è una ricaduta interessante sull’Italia, soprattutto su Sardegna e Sicilia, ma anche l’area adriatica, con Croazia, Albania e Grecia, registra segnali incoraggianti». Per Cioni, invece, «la Grecia, in particolare, ha registrato un rallentamento: molti viaggiatori stanno preferendo destinazioni percepite come più tranquille. Di questa dinamica stanno beneficiando soprattutto le destinazioni più a ovest del Mediterraneo, in particolare Sardegna, Isola d’Elba e Baleari».
Mete verso cui si registra anche il ritorno di clientela internazionale che tradizionalmente si orientava verso altre destinazioni e che oggi guarda nuovamente al Mediterraneo occidentale e centrale, un fenomeno che potrebbe ulteriormente consolidarsi nei prossimi mesi. «La situazione resta in evoluzione – conclude Cioni – come TraghettiGds monitoriamo quotidianamente aggiornamenti tariffari, disponibilità e comunicazioni delle compagnie, così da fornire alle agenzie indicazioni tempestive e strumenti aggiornati per assistere al meglio i clienti».

