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C’era una volta il boom di Twitter: il social perde colpi

Nel secondo trimestre dell’anno Twitter non ha conquistato nuovi utenti. Il numero di iscritti al social media dell’uccellino azzurro è rimasto infatti inchiodato a quota 328 milioni. E anche se si cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno sottolineando la crescita del 12% dei profili attivi ogni giorno – Recode stima 157 milioni di persone – questi sono comunque più bassi rispetto ad esempio ai 166 milioni di Snapchat. O perché no al miliardo (anche di più) di WhatsApp.

Ma torniamo alle new entry, con l’eclatante esempio Facebook, che nello stesso periodo conta circa 70 milioni di nuovi iscritti superando i 500 miliardi di capitalizzazione e volando di conseguenza in Borsa – Twitter arriva a perdere fino al 14% – Una crescita evidente, che quindi permette a Mark Zuckerberg di entrare di prepotenza nell’esclusivo club dei colossi di cui fanno parte Apple, Amazon e Google.

La sentenza, a oggi, è così una sola: Twitter non cresce più e, addirittura, negli Stati Uniti perde pezzi, non beneficiando nemmeno più della spinta Donald Trump. Durante la campagna elettorale, infatti, la vivace attività in azzurro dell’attuale presidente degli Usa portava con sé un promettente aumento di 9 milioni di iscritti al social media. Un effetto che, evidentemente, si è esaurito. Lasciando spazio a una soluzione. Da trovare.

 

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