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A ciascuno la sua Ota: big player alla svolta

I pacchetti di viaggio online? Saranno una delle componenti della travel industry destinate a crescere di più nei prossimi anni. A dirlo è l’ultimo rapporto di Phocuswright dal titolo “Dynamic travel packaging: the next game changer”, che indica come a livello mondiale nel 2017 il volume d’affari complessivo sia stato di 252 miliardi di dollari, con Regno Unito, Germania e Spagna arrivati rispettivamente a 20.6, 18.1 e 9.2 miliardi.

Non per niente, a essersi accorti di questo nuovo business, sono tutti i maggiori player del vecchio continente: da Hotelplan a Thomas Cook, per restare ai tour operator; ma anche i metasearch come Kayak, o le Ota come Lastminute.com. Per non parlare di big extratravel come Amazon, Google e Facebook, tutti interessati a entrare in un settore come quello del travel dove la tecnologia permette ormai a consumatore finale e agenzie di viaggi di accedere a un ventaglio pressoché infinito di combinazioni tra diverse tipologie di prodotto.

Se all’acquisto di un pacchetto, però, ci si può arrivare seguendo differenti percorsi, ciò che farà sempre più la differenza sarà la capacità di mettere il più possibile “in fila” i vari aspetti del business, a cominciare dal prodotto in house, per finire con la distribuzione.

Esattamente quello che ha fatto il più grande t.o. a livello mondiale, Tui, che come ha detto recentemente Frank Rosenberg, membro dell’executive board del colosso tedesco, «si sta trasformando in un’azienda globale integrata verticalmente sulla base di un software standardizzato e scalabile, oltre che sulla riconoscibilità a livello mondiale di un brand forte come il nostro». E, viene da aggiungere, sulla base di un portafoglio “di proprietà” – tra hotel, crociere, voli – secondo a nessuno, a cui recentemente è stata aggiunta anche la ciliegina sulla torta di una piattaforma come Musement, cruciale per sviluppare il segmento Tours & Activities e tutto ciò che significa l’offerta di esperienze personalizzate.

«Il futuro si chiama personalizzazione del prodotto. Magari vendendone meno, ma con- trollandolo interamente, a cominciare dal momento del volo. Per poi mettere il tutto a disposizione delle nostre adv», ha sottolineato, durante la convention Geo in Sardegna, il chief operating officer di Alpitour Pier Ezhaya, aprendo la strada alla conversione del Gruppo torinese al dynamic packaging. «Il software esiste già, tempo un anno e mezzo, massimo due, e un’agenzia potrà scegliere tutti i servizi che desidera. Anche i voli di linea, e non solo i collegamenti di Neos, magari anche combinando le due modalità, per dare vita a pacchetti non più rigidi» La nuova Ota targata Alpitour, però, non sarà destinata solo al trade. «Fermo restando la parity rate, sarà un canale anche B2C», ha sottolineato il manager.

Si muove su un terreno analogo, seppure su scala diversa e in ottica (per il momento?) solo trade, il progetto Jump di casa Uvet. «Si tratta di un vero tour operator, non è un assemblatore di servizi», ha rivendicato l’amministratore delegato di Settemari, Ezio Birondi, dal palco della prima convention pugliese di Uvet Travel System. Obiettivo: presidiare il mercato generalista, «mettendo assieme la flessibilità del dinamico, la velocità xml e la competenza del tour operator», e servendosi di una piattaforma già esistente, quella acquisita da Leonardo Travel Services srl, società con sede legale a San Marino appartenuta a Leonardo Rosatelli, attuale direttore generale di Jumptravel.it.

Per restare ai big player di casa nostra, scommette sull’online dinamico anche un network come Gattinoni Mondo di Vacanze. La notizia è arrivata anche in questo caso da una convention, quella in Sicilia, dove è stata annunciata una nuova piattaforma (il lancio a settembre) capace di integrare tutto il prodotto travel: pacchetti, prodotto in house, hotel, aerei, treni, bus, appartamenti, transfer e attività. «È uno strumento potente, rapido e facile da utilizzare su ogni device – ha spiegato il direttore generale del network, Sergio Testi – che nel 2020 avrà anche una configurazione B2B2C e permetterà soprattutto di portare nuovi clienti in agenzia».

Il perché lo ha spiegato Franco Gattinoni in persona: «È impensabile tenere aperta un’adv 24 ore al giorno, ma con la piattaforma ora è possibile far partire l’esperienza d’acquisto del cliente sul web, dove ormai è abituato a stare a ogni ora del giorno e della notte, per concludere l’acquisto solo ed esclusivamente nel punto vendita».

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