È necessario rivedere i meccanismi della tassa di soggiorno. È la richiesta avanzata da Antonio Zacchera, vicepresidente vicario Confindustria Alberghi, durante l’evento Real Estate & Hospitality Summit 2026 del Sole 24 Ore, che si è svolto mercoledì a Roma.
«Gli albergatori – ha sottolineato – non devono svolgere il ruolo di esattori, con tutti i rischi connessi, per di più senza nessun compenso. Inoltre, il gettito come previsto dal Dlgs 23/2011 deve essere destinato a “finanziare interventi in materia di turismo».
E ancora: attrattività, progettualità, competitività sono tre temi fondamentali relativi al turismo. «Sull’attrattività – ha chiarito – influiscono infrastrutture obsolete e una normativa vecchia. In molti Comuni abbiamo piani regolatori fermi da 30 anni e questo dimostra che il mondo politico non sta seguendo con la stessa velocità il cambiamento che avviene nel mondo».
Capitolo destagionalizzazione: «È strategica, ma occorre creare eventi nei periodi meno centrali della stagione. Il turismo oltre a essere una materia prima importantissima è diventata un’industria riconosciuta come parte integrante del Pil italiano. Tutti dicono che pesiamo il 13% ma durante il Covid abbiamo visto le conseguenze della fermata del settore del turismo quindi credo che quella cifra sia sottostimata».
«In questa particolare fase del mercato – ha poi concluso Zacchera – gli alberghi sono impegnati a ripensare la propria offerta per rispondere alle nuove esigenze dei turisti, ma mancano gli strumenti necessari a sostenere gli investimenti. Il turismo è l’unica attività produttiva che non può delocalizzare e per rafforzarla la formazione è importantissima. Ci sono grandi scuole alberghiere dove solo una piccola percentuale di diplomati resta nel settore. Le strutture possono essere bellissime ma il servizio è fondamentale».

