Coolcation tra i fiordi: la Norvegia di Guiness Travel – Il Reportage

21 Luglio 12:26 2025

Un viaggio in stile coolcation – l’ormai nota fuga dal caldo – quello che nel catalogo Guiness Travel si chiama Gran Tour Norvegia. Prepariamo una valigia pronta a ogni variazione climatica, entriamo nella chat del gruppo amministrata da Gabriella, l’accompagnatrice (dall’Italia, un plus molto apprezzato del t.o.), e ci presentiamo puntuali il 1° luglio davanti ai banchi check-in di Klm, la compagnia olandese con la quale voleremo fino ad Amsterdam per poi prendere la coincidenza per Oslo. Il gruppo è simpatico, vivace, entusiasta. Non numeroso, il che facilita un po’ tutto.

In queste righe intrecceremo il racconto dell’esperienza di viaggio con suggestioni suggerite lì per lì dall’osservazione e dall’ascolto. Il viaggio è anche guardare oltre e provare emozioni e sentimenti per ciò che si vive, osserva, ascolta.

OSLO, MUNCH E LA FISARMONICA

Una prima passeggiata ad Oslo ci mette subito in armonia con la città, il mare, le tradizioni, le istituzioni. Le saune galleggianti, le grandi finestre delle case e i loro balconi arredati come salotti, e poi l’edificio realizzato da Renzo Piano che ospita il Museo d’arte moderna e contemporanea Astrup Fearnley, i ristorantini, il museo del Premio Nobel per la Pace vicino al municipio, proprio nel centro della città.

L’indomani il tour della capitale ci porterà al Nuovo Museo Bjorkvika accompagnati da una guida dal nome insolito: Ulisse, romano de Roma. Ancor più insolito – esilarante e didattico al tempo stesso – il suo modo di introdurci ad Edvard Munch e alla sua arte.

«Partiamo da un principio de base: Edvard Munch era sfortunato. E non è che fosse una fantasia.  Quann’era piccoletto je more la madre de tubercolosi, poi je succede de la sorella, che du anni dopo more pure lei de tubercolosi. Poi l’altra sorella impazzisce e viene messa al manicomio. Er fratello se sposa e un mese dopo more. A ‘n certo punto decide de dipinge e va a Parigi, conosce i quadri de Van Gogh, de Gauguin, de Monet. ‘Nzomma comincia a stà sereno eppoi, du’ anni dopo je more pure er padre. A quel punto sai che dice? Mò io non dipingo più quello che sta dentro le case, ma quello che sento dentro le case».

Presa in giro? Dissacrazione di un grande artista? Assolutamente no: una tecnica leggera per entrare in empatia con il viaggiatore curioso.

Ma proseguiamo il nostro viaggio. Imperdibile il Frognerparken, che custodisce le oltre 200 sculture di Gustav Vigeland in bronzo, granito e ferro battuto, espressioni di un’esplorazione della condizione umana, con la rappresentazione di tutte le fasi della vita  attraverso momenti di gioia, conflitto, amore e riflessione. Un’esperienza emotiva coinvolgente.

Partenza nel pomeriggio verso una tappa “di passaggio”, Hamar – con l’immancabile passeggiata al tramonto – poi il giorno rotta su Lom, nel centro del Parco Nazionale di Jotunheimen, e visita a una delle più belle 28 chiese in legno norvegesi medievali, chiamate Stavkirke. All’interno, con l’aiuto di una torcia le vediamo, le rune, i segni utilizzati nel sistema di scrittura dei popoli germanici, inclusi i vichinghi. Full immersion in tempi molto lontani.

Intorno alla chiesa, il cimitero e, di fronte, un ampio prato, dove una biondissima giovane adolescente è seduta su un piccolo sgabello in un angolo non troppo adiacente all’entrata di quel luogo di culto antico e turistico. Suona con malinconica maestria una fisarmonica da studio. Ci ricorda quanto Vigeland aveva fuso in bronzo e che ci aveva colpito di più tra le venti sculture che compongono la fontana delle fasi della vita nel “suo” parco a Oslo. Una giovane ragazza. O una bambina matura che, timorosa, esce dal guscio di rami di albero intrecciati che l’aveva custodita fino all’età dell’adolescenza. Ma anche la giovane rappresentata ne “La pubertà” di Munch: avrebbe potuto essere lo stesso quadro ad aver preso vita. Ritroviamo nella realtà ciò che è stato espresso nell’arte.

DOVE IL MARE PENETRA LA TERRA

Ecco il primo fiordo, il Geirangerfjord, Patrimonio Unesco insieme al Nærøyfjord. Navigheremo durante il viaggio sulle acque di tre di queste insenature profonde e strette scavate dai ghiacciai e poi sommerse dall’acqua marina. Le numerose cascate che dalle montagne si gettano nel fiordo, i riflessi speculari della natura sulle acque cristalline, la pittoresca solitudine di case rosse e minuscoli villaggi che incontriamo durante la navigazione, le nuvole, la lieve pioggia che appare e scompare in un attimo. Una full immersion nella natura di questo Paese che proprio in essa ha la sua grande forza e ne riconosce l’importanza, difendendola con una prospettica visione del futuro e valorizzandola seguendo una filosofia di moderna conservazione.

Troppo breve e piovosa la nostra sosta ad Alesund, con il centro in stile art nouveau dopo il devastante incendio del 1904. Alle case color pastello con guglie e torrette, alle facciate neoclassiche e alle decorazioni floreali bisognerebbe poter dedicare più tempo, così come sarebbe stato bello riuscire a visitare la vecchia farmacia che ospita il Centro Art Nouveau, dove è possibile vedere come appariva la città prima del grande incendio.

Il giorno successivo ci aspetta a Fjaerland un’immersiva e imperdibile visita al Norsk BreMuseum, Museo Norvegese del Ghiacciaio, con video e installazioni interattive sul ghiacciaio e sul cambiamento climatico.

Minicrociera sul suggestivo Sognefjord, con le pareti montuose alte oltre 1.000 metri, e poi, con il pullman arrivo a Stalheim, dove ci attende l’omonimo hotel, situato una spettacolare posizione con camere retrò, di cui alcune con vista mozzafiato. Bagni antiquati e camere singole giuste giuste, forse, ma certamente l’arredamento, gli oggetti conservati, la vista e la cucina d’eccellenza valgono il soggiorno.

Nel quinto giorno di viaggio la pioggia non ci dà tregua durante la minicrociera sul catamarano elettrico “Future of the Fjords”, che ci porta Flåm, da cui saliremo sullo storico treno panoramico che ci poterà fino a Voss.

BERGEN, IL GIOIELLINO DEL NORD

Tappa successiva la colorata e vivace Bergen, dove arriviamo non prima di una visita “musicale” a Troldhaugen, nella casa che fu, a fine ‘800, del grande compositore e pianista Edvard Grieg e della moglie Nina, che gli sopravvisse a lungo e che volle fare di questa casa un luogo di visita e di diffusione musicale. I due coniugi sono sepolti in una cripta scavata nella parete rocciosa che, dalla collina dove sorge la loro casa, scende verso il mare. Suggestiva anche quest’esperienza.

Arrivati a Bergen potremo rilassarci per più di un’intera giornata e godere del fascino del quartiere anseatico di Bryggen, dei suoi vicoli tra le case in legno, dei negozietti di souvenir e creatività, del mercato del pesce e del belvedere di Floyen, che si raggiunge con la funicolare a cremagliera e da cui partono diversi percorsi a piedi nel bosco. Bella e facile la passeggiata verso il laghetto dove incontriamo scoiattoli, anatre e anatroccoli, poi scegliamo di tornare in città a piedi: 3 kilometri di facile passeggiata nel bosco lungo la quale ci fanno compagnia alti Troll incisi nei tronchi.

La cena è organizzata proprio sotto le tende del mercato del pesce stagionale. Sulla freschezza della materia prima non ci sono dubbi.

UN SALUTO ALLA CASCATA E VIA

Da Bergen a Oslo sono 460 kilometri. L’autista ha – giustamente – l’obbligo di fare delle soste e, sceglie di farle sempre in corrispondenza di luoghi affascinanti, cascate panoramiche, dove lui può riposare e noi ammirare la natura. Importante rompere la sedentarietà costretta dal pullman! Ultima – e prevista – tappa, la famosa cascata Voringfossen, la più conosciuta della Norvegia, le cui acque precipitano per 182 metri dall’altopiano di Hardangervidda nella valle di Måbødalen. Una lunga passerella panoramica, intercalata da piattaforme poste a varie altezze, permette di godere appieno di questa meraviglia norvegese. Non è per tutti arrivare fino alla fine del percorso per via del percorso a tratti accidentato e scivoloso (oltre che ripido) e ammirarla dal basso, ma anche dalla terrazza adiacente il parcheggio la vista è assai godibile, magari gustandosi una fetta di torta di mele.

Arriviamo a Oslo dove ci aspettano la cena in hotel e un’ultima passeggiata “by night” nel centro della città, fino a tornare al Teatro dell’Opera la cui architettura avevamo già ammirato nel primo giorno di viaggio e davanti al quale ci fermiamo prima quando la luce si fa più fredda e le nuvole basse accelerano la venuta della notte. Sono le 10 p.m.

Salutiamo da qui la Norvegia. Domani mattina sarà il momento della partenza.

NORD EUROPA IN CATALOGO

Il catalogo Guiness Travel propone due diversi tour nel Paese, il “Gran Tour Norvegia“, che è quello a cui abbiamo partecipato, e “La Magia dei Fiordi”, new entry 2025-26 che, non passando da Oslo si concentra maggiormente sulla natura e sulla storia del vichinghi. Plus del tour il passaggio sulla Via Atlantica, 8,3 kilometri di ciò che in catalogo è definita “esperienza multisensoriale

La Norvegia viene coinvolta anche  nel “Gran Tour Scandinavia & Finlandia – Le 4 Capitali del Nord”, che tocca Helsinki, Stoccolma, Oslo, una crociera sul fiordo di Oslo per arrivare a Copenhagen, i castelli danesi di Frederiksborg e Kronborg e Malmö.

Nuovo anche il programma “Tre Capitali & Fiordi 2025-2026”, che tocca Stoccolma, Copenhagen, Oslo, i fiordi e Bergen. Un classico il programma “Scandinavia 3 capitali”, che in Norvegia prevede un giorno a Oslo.

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Natalia Cascio
Natalia Cascio

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