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Così la guerra dirotta
i viaggi: indagine Mabrian

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Barra a dritta sul Mediterraneo meridionale. È l’area sulla quale potrebbe venire dirottata la domanda turistica globale nel prossimo trimestre, complici l’escalation bellica in Medio Oriente e il calo di fiducia nelle destinazioni del Golfo. Circoletto rosso, in particolare, sulla Spagna, già leader mondiale nel 2025, con un record di 97 milioni di visitatori stranieri – +3,5% negli arrivi rispetto al 2024 – e una spesa superiore ai 135 miliardi di euro.

Sono le considerazioni emerse nella recente analisi di Mabrian by Data Appeal, che mette in luce un altro fattore: Paesi come la Turchia e l’Egitto presentano dinamiche divergenti, che riflettono un impatto disomogeneo sulle preferenze dei turisti.

Grazie all’indice “Share of searches“, Mabrian ha valutato l’evoluzione delle intenzioni di viaggio, basandosi sui dati di milioni di ricerche di voli internazionali effettuate tra il 28 febbraiodata d’inizio dell’attacco congiunto Usa-Israele all’Irane il 14 marzo 2026, per viaggi nei tre mesi successivi verso i sei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg: Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Bahrein e Kuwait), oltre che Spagna, Italia, Francia, Grecia, Marocco, Turchia ed Egitto.

Ebbene, dall’avvio delle operazioni militari le destinazioni più vicine all’area interessata – rimarca il report – “hanno registrato i cali più vistosi e una maggiore volatilità nell’Indice di percezione della sicurezza (Psi). Bahrein, Oman e Kuwait continuano ad affrontare le maggiori difficoltà nel recuperare i livelli pre conflitto, mentre la percezione della sicurezza negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita mostra una maggiore resilienza e un andamento più stabile. Anche il Qatar ha iniziato a stabilizzarsi dall’inizio di marzo, dopo un forte calo del Psi all’inizio della crisi, che ora si è attenuato e mostra segnali di ripresa”.

Non solo. Secondo Carlos Cendra, direttore marketing e comunicazione di Mabrian, «l’effetto a catena sulla percezione della sicurezza persiste nelle destinazioni vicine alla regione colpita, come Giordania, Turchia ed Egitto. Tuttavia, l’Egitto mostra un trend più positivo, che si riflette anche nei dati sulle intenzioni di viaggio».

VIRATA SUL MEDITERRANEO MERIDIONALE

Non è un caso quindi, secondo Mabrian, che l’attenzione dei turisti si volga ora al Mediterraneo meridionale, che approfitta dell’impasse inevitabile dei Paesi del Ccg e dove già si nota un cambiamento nella domanda internazionale. La Spagna guida la crescita con +0,4%, seguita da Italia e Marocco, che registrano aumenti moderati. Incrementi meno sostanziosi per Francia e Grecia.

Le intenzioni di viaggio, a livello internazionale, verso i paesi del Golfo mostrano invece un notevole calo per i prossimi tre mesi, in base alle ricerche di voli e alla quota di mercato delle destinazioni dal 28 febbraio a oggi.

Si notano segnali evidenti di contrazione della domanda negli Emirati Arabi Uniti (-1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025), così come in Qatar, Kuwait e Bahrein, mentre il calo è più moderato in Oman. In Arabia Saudita, invece, l’indice “Share of searches” mostra un leggero aumento, +0,2%, «in parte – osserva Cendra – dovuto all’effetto stagionale legato alla fine del Ramadan, prevista tra il 19 e il 20 marzo, anche se la sua conversione in prenotazioni effettive dipenderà dall’evoluzione della situazione nella regione».

Per quanto riguarda le destinazioni nella sfera d’influenza del Medio Oriente, come Turchia ed Egitto, i dati indicano tendenze divergenti. L’intenzione di viaggiare in Turchia resta al di sotto dei livelli del 2025, dopo un leggero calo iniziato a febbraio e intensificatosi con la crisi, con conseguente diminuzione moderata, -0,5%. Per l’Egitto tendenza al rialzo: dopo un lieve calo nel mese precedente, una forte ripresa, con un aumento significativo (+0,5).

«La guerra in Medio Oriente – conclude Cendra – è un fattore di forte perturbazione delle dinamiche turistiche e, in questo contesto di elevata volatilità, intelligence turistica diventa una risorsa strategica, che consente alle destinazioni e alle aziende di interpretare segnali e tendenze, identificare rischi e opportunità e adattare le proprie strategie con agilità per minimizzare il più possibile l’impatto».

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