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Cuba farà la revolución
per riprendersi il turismo

L'Avana Cuba da adobe

Una riforma d’emergenza “rivoluzionaria”, con un forte impatto sul turismo. Il governo di Cuba corre ai ripari e presenta 176 proposte per trasformare la vita economica e sociale dell’isola, alle prese con una grave crisi, sulla quale ha inciso profondamente “il blocco” Usa, con effetto a cascata su hôtellerie, voli e incoming: appena 30.000 visitatori a maggio, -58% rispetto a un anno fa.

«La realtà ci costringe ad apportare cambiamenti urgenti e necessari», le parole del presidente Miguel Díaz-Canel, riferite dal portale Hosteltur.

PRIMO OBIETTIVO: RILANCIARE IL TURISMO

Cuba, quindi, si prepara a varare una delle riforme economiche più significative degli ultimi anni, con misure idonee a rilanciare il turismo, incentivare gli investimenti stranieri e migliorare le catene di approvvigionamento e i trasporti.

Un atto indispensabile, dovuto alla situazione che il governo attribuisce all’inasprimento dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti, nonché alle sanzioni secondarie che hanno colpito direttamente le aziende internazionali operanti sull’isola. Comprese le catene alberghiere spagnole, come Iberostar e Meliá Hotels International, per decenni due dei principali operatori stranieri a Cuba, con una forte presenza all’Avana, a Varadero.

Il piano è stata illustrato nel dettaglio dal Primo ministro Manuel Marrero Cruz durante la Terza Sessione Straordinaria dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare. Come già accennato, il pacchetto comprende 176 proposte, raggruppate in 23 pilastri economici e sociali.

Proprio il turismo è al centro della riforma, perché, come riconosce Marrero, «è uno dei settori più colpiti dall’intensificarsi del blocco, paralizzando l’attività nella maggior parte delle località».

IL NODO HÔTELLERIE E ADV

“Tra i cambiamenti con il maggiore impatto sul travel – scrive ancora Hosteltur – figurano i nuovi modelli di business negli hotel e nelle strutture turistiche, una maggiore partecipazione di capitali stranieri, l’apertura agli operatori privati ​​nazionali, la flessibilità nei contratti di lavoro, lo sviluppo immobiliare nelle destinazioni, nuove normative per agenzie di viaggi, guide, autonoleggio e porti turistici, nonché una revisione del commercio estero e dell’importazione diretta di forniture”.

Inoltre, Marrero ha annunciato che Cuba aggiungerà altre opzioni ai tradizionali modelli di joint venture e contratti di gestione per il settore, come «locazioni, concessione di diritti di usufrutto a pagamento, concessione di aree con beni o in fase di sviluppo in diverse regioni del Paese e vendita di immobili. Quest’ultima opzione richiederà un’approvazione caso per caso e potrà essere applicata a investitori stranieri, cubani residenti all’estero e nel Paese».

Per incentivare gli investimenti esteri e diversificare lo sviluppo di un turismo sostenibile e responsabile, la proposta è di «approvare agevolazioni fiscali e tributarie per tutti gli operatori economici che si occupano di progetti di ecoturismo e altre forme di turismo specializzato».

Altro punto focale è – spiega Marrero –  «l’autorizzazione alla creazione di agenzie di viaggi per joint venture, società interamente a capitale straniero ed enti di gestione non statali». Via libera alle guide turistiche private e agli agenti di vendita, «previa certificazione e autorizzazione, considerando l’alto livello di specializzazione richiesto per questo ruolo».

Verrà promosso il ruolo dei gestori locali delle destinazioni per integrare il settore pubblico e quello privato nelle aree in cui già coesistono hotel, alloggi privati, ristoranti e servizi complementari.

Il pacchetto propone anche un nuovo schema di finanziamento territoriale per le destinazioni turistiche. Marrero ha suggerito di valutare l’introduzione di una tassa speciale o di un prelievo turistico per le attività che operano in determinate aree, con l’obiettivo di destinare le risorse alla sostenibilità, alla promozione e all’immagine delle destinazioni stesse.

LA BANCA AZIENDALE ONLINE

Il governo punta a creare una banca aziendale online per il settore, con legami internazionali e servizi relativi agli asset virtuali. Marrero ha annunciato l’intenzione di «promuovere la partecipazione del capitale privato nel settore bancario», con istituzioni finanziarie – bancarie e non – promosse da imprese private, cooperative e investimenti esteri, sotto la supervisione della Banca Centrale di Cuba.

Parallelamente, si pensa alla ristrutturazione del mercato valutario ufficiale, alla creazione di una piattaforma digitale in tempo reale e alla concessione di licenze a società di cambio private.

Le imprese con capitale estero, ha indicato Marrero, potranno utilizzare i propri ricavi in ​​valuta straniera e operare con flessibilità in un contesto di parziale “dollarizzazione” dell’economia, con accesso anche al mercato dei cambi.

Il governo propone inoltre di autorizzare gli investimenti esteri in società private, in precedenza vietata, e di consentire joint venture con micro, piccole e medie imprese (Mpmi) e altre forme di gestione non statale. I diritti di superficie saranno inoltre estesi a 99 anni e i diritti di usufrutto a oltre 50 anni per i progetti internazionali.

Il governo prevede di eliminare l’intermediazione obbligatoria delle società di importazione statali per alcuni operatori economici. «L’attuale intermediazione – ha osservato Marrero – si è spesso dimostrata un meccanismo burocratico e inefficiente, le aziende private e le cooperative potranno importare ed esportare direttamente previa autorizzazione».

Per hotel, ristoranti, agenzie, aziende di trasporto e operatori turistici questa svolta potrebbe aprire nuove opportunità di accesso a cibo, bevande, attrezzature, tecnologia, pezzi di ricambio, carburante e altre forniture.

E ancora, in materia di lavoro, ha aggiunto Marrero, «la definizione delle proprie scale salariali è decentrata al settore imprenditoriale. I livelli salariali negoziati con i lavoratori e con la partecipazione del sindacato dipenderanno unicamente dalla capacità economica e finanziaria delle aziende».

ENERGIA E CARBURANTI

Nel settore energetico, che ha un impatto diretto sulle attività turistiche, Cuba propone di consentire la partecipazione di capitali privati ​​e stranieri all’importazione e alla vendita di carburanti, compresa la rete di distribuzione al dettaglio, e di ampliare la gestione delle stazioni di servizio a diversi operatori economici. L’obiettivo è incentivare lo sviluppo di stazioni con impianti fotovoltaici e quelle di ricarica per veicoli elettrici, soprattutto lungo le arterie urbane, nelle zone turistiche, nelle aree produttive e nelle zone di servizi essenziali.

La riforma include una proposta per eliminare le restrizioni all’acquisto di veicoli da parte di imprese e privati, con incentivi per la mobilità elettrica legata all’energia solare. Marrero ha spiegato che «verrà incentivata l’importazione di veicoli elettrici, comprese le auto spedite direttamente dall’estero, soprattutto se dotate di sistemi di energia rinnovabile. Sarà consentita l’importazione commerciale di ciclomotori, motociclette e tricicli elettrici per l’assemblaggio e la vendita».

Nei settori del commercio, della ristorazione e dei servizi, il governo propone di dare priorità alle forme di gestione non statali e agli investimenti esteri, di creare catene di negozi e ristoranti e di “invitare i franchising stranieri di fast food” a investire a Cuba.

Infine, ha spiegato Marrero, c’è l’intenzione di «mettere a gara la gestione di parchi ricreativi, zoo, acquari, aree protette e strutture ricettive, affidandola a società statali, straniere, private e cooperative, definendo le condizioni per il loro funzionamento, compreso il servizio al pubblico, che dovrà essere garantito in valuta nazionale, anche se una parte sarà autorizzata a essere venduta in valuta estera».

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