Site icon L'Agenzia di Viaggi Magazine

Cuba ko: due ore di luce al giorno e turisti addio

cuba adobe

Appena un paio di ore di luce al giorno e un crollo di turisti, inferiori per numero anche al periodo della pandemia. Diario da Cuba, aprile 2026.

Sull’isola caraibica – riferisce Reportur – si viaggia alla media di 22 ore al giorno di blackout, con i residente costretti a sfruttare le due ore di luce rimaste per fare “telefonate ai parenti a Miami o all’Avana o a preparare il cibo prima che si deteriori nei frigoriferi”.

“In molte comunità – scrive Reportur – l’acqua scarseggia. I servizi medici, già di per sé difficili da reperire nelle zone più remote del Paese, sono ora una possibilità remota, ostacolati dalla crisi energetica e dalla mancanza di comunicazioni. Il carburante per i viaggiatori indipendenti, che in precedenza raggiungevano la zona con auto a noleggio, è praticamente introvabile“.

E poi c’è il discorso legato al petrolio, che non fa rima solo con Hormuz e compagnie aeree, almeno da queste parti. Perché la chiusura dei rubinetti – dietro sovvenzione del Venezuela – coincide con la stagione turistica di punta a Cuba. Situazione che, secondo il portale Infobae, rischia di far colare a picco un intero settore, già indebolito da altre carenze, ma che pure nel 2024 ancora rappresentava fino al 10% delle entrate da esportazione.

Così, diversi hotel e servizi, dall’Avana alle principali destinazioni iconiche di Varadero, Cayo Santa María e Cayo Coco, sono stati costretti a chiudere i battenti a causa della carenza di carburante, che ha obbligato molte compagnie aeree a ridurre i voli. No, non si vive di solo Golfo.

Exit mobile version