Air France ha annunciato ieri (mercoledì) che sospenderà i voli tra Parigi e L’Avana almeno per diverse settimane, a causa della carenza di carburante a Cuba e del suo impatto sul turismo e su altre attività economiche.
La compagnia aerea ha affermato che i voli in partenza dall’aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle per la capitale cubana saranno sospesi a partire dal 28 marzo e dovrebbero riprendere il 15 giugno. Questi voli, secondo Air France, attualmente fanno scalo alle Bahamas, durante i viaggi di ritorno, per fare rifornimento.
La sospensione colpisce in modo particolarmente duro i cubani: facevano affidamento su questi voli per raggiungere l’Europa, dato che non possono passare dagli Stati Uniti. L’8 febbraio, il governo cubano ha notificato alle compagnie aeree e ai piloti che il carburante per aerei non sarebbe stato disponibile in nove aeroporti dell’isola, tra cui l’aeroporto internazionale José Martí dell’Avana, fino all’11 marzo.
L’industria turistica cubana sta svanendo a causa di gravi blackout, riserve di petrolio in calo e crescenti tensioni con gli Stati Uniti.
Le spedizioni di petrolio dal Venezuela sono cessate, dopo che gli Stati Uniti hanno attaccato il Paese sudamericano e arrestato il suo leader, Nicolas Maduro, all’inizio di gennaio. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha successivamente minacciato di imporre dazi su qualsiasi Paese che vendesse o spedisse petrolio a Cuba.
Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha poi annunciato che darà il via libera, alle aziende autorizzate, di rivendere il petrolio venezuelano al settore privato cubano, ma si prevede che la crisi economica ed energetica persisterà.
Altre compagnie aeree hanno interrotto i voli per Cuba, tra cui Air Canada: il 9 febbraio, ha annunciato la sospensione dei voli fino a nuovo avviso. La compagnia aerea operava in media 16 voli settimanali verso quattro destinazioni in tutta Cuba, da Toronto e Montreal.
Proprio ieri, Cuba ha subito un blackout di massa, che ha interessato circa i due terzi del Paese.

