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Disney licenzia, ma parchi e crociere resistono

Dinsneyland Paris_archivio

Taglio al personale da parte di Disney, che nei prossimi mesi prevede di licenziare fino a mille dipendenti. Si tratta della prima sforbiciata dopo la nomina del nuovo ceo Josh D’Amaro, come riportato dal Wall Street Journal e ripreso dal Sole 24 Ore.

Alla fine dell’ultimo anno fiscale l’organico globale del colosso dell’intrattenimento contava poco più di 230mila dipendenti, di cui circa l’80% impiegati part time nella divisione Experiences, che comprende parchi a tema e crociere, segmenti che hanno registrato una fase di crescita, portando l’azienda a dare priorità alla riduzione del personale in settori meno redditizi come la tv lineare e lo streaming.

A gennaio, come ricostruito dal quotidiano economico italiano, l’azienda ha promosso il dirigente Asad Ayaz a chief marketing and brand officer, dopo aver annunciato un piano per consolidare il marketing delle divisioni cinematografica, televisiva e streaming ed eliminare le duplicazioni.

Sebbene i licenziamenti siano significativi, rappresentano solo una parte dei tagli programmati dall’ex ceo Bob Iger.

Dal 2023 al 2025, diverse ondate di licenziamenti hanno eliminato circa 8mila dipendenti, generando un risparmio di 7,5 miliardi di dollari.

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