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Dl Carburanti, il grido dei bus turistici

bus turistico adobe

«A circa una settimana dall’intervento del governo sul taglio generalizzato delle accise, il costo del gasolio alla pompa ha nuovamente superato, e in molti casi abbondantemente, la soglia dei 2 euro al litro in tutta Italia. Per noi una condizione semplicemente insostenibile». È quanto dichiarato da Riccardo Verona, presidente di Anbti-Confcommercio, commentando il recente avvio dei lavori del dl Carburanti al Senato.

«Le imprese di bus turistici – prosegue Verona – si trovano ancora una volta escluse da qualsiasi forma strutturale di sostegno. Da sempre fuori dal regime di accisa agevolata riconosciuto ad altri comparti e, anche in questa occasione, lasciate fuori dagli aiuti specifici previsti dal decreto. Una disparità che non è più accettabile. Oggi, con l’inizio dell’iter parlamentare del dl Carburanti a Palazzo Madama, riponiamo tutte le nostre aspettative in un intervento concreto e risolutivo. Chiediamo al Parlamento una risposta seria e immediata, con misure di sostegno reali per un settore che rischia altrimenti un baratro economico inevitabile».

La stagione primaverile è già iniziata e le aziende stanno operando su servizi programmati mesi fa, con costi completamente diversi rispetto a quelli attuali. «L’aumento incontrollato del prezzo del gasolio sta erodendo margini già ridotti, mettendo in difficoltà la sostenibilità stessa delle attività. A questo si aggiunge il danno derivato dalle tensioni sociali e dalla paura diffusa: le imprese italiane di bus turistici si trovano al contempo a dover fare i conti con le cancellazioni di troppi tour stranieri e non solo e a svolgere i servizi confermati in situazioni economiche insostenibili. Senza interventi urgenti – conclude Verona – il rischio concreto è quello di assistere a una crisi profonda del comparto, con conseguenze pesanti su occupazione, turismo e sull’intero indotto economico».

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