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Golfo, Ectaa: “La priorità sia assistere i clienti”

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Anche l’Ectaa in prima linea sulle perturbazioni dei viaggi in Medio Oriente. L’European Travel Agents’ and Tour Operators’ Associations sollecita massima priorità all’assistenza ai clienti, al rimpatrio e al coordinamento con le compagnie aeree e le autorità. È il segretario generale dell’associazone, Eric Dresin a evidenziare che «questa repentina escalation sta esercitando una pressione operativa immediata su agenti di viaggi e tour operator europei, mentre l’escalation del conflitto nella regione influisce sui principali hub dell’aviazione e sui flussi di viaggio intercontinentali.

Nell’intervista, rilasciata alla testata TravelDailyNews International, Dresin annota che «in questa fase la priorità assoluta per gli agenti di viaggi e i tour operator europei è l’assistenza ai clienti attualmente presenti nella regione. I nostri membri stanno lavorando senza sosta per garantire la sicurezza, il supporto e, ove necessario, la riprotezione o il rimpatrio di tutti i viaggiatori coinvolti. Si tratta di una sfida immediata e di ampia portata: i mercati europei di origine rappresentano circa il 50% di tutti i viaggi leisure verso il Medio Oriente, il che significa che un numero molto significativo di cittadini europei si trova attualmente sul posto o in transito».

A tal proposito Ectaa ha confermato che i meccanismi di coordinamento delle crisi sono pienamente attivati in tutta Europa: “La cooperazione con le amministrazioni nazionali, i ministeri degli Affari Esteri e i servizi consolari è pienamente operativa in tutti i Paesi europei. Parallelamente, i nostri membri sono in costante contatto con compagnie aeree, operatori di assistenza a terra, hotel e altri fornitori per garantire il miglior supporto possibile ai passeggeri bloccati o coinvolti — un compito particolarmente complesso, considerato che le operazioni a Dubai, Abu Dhabi e Doha, i tre principali hub che collegano l’Europa all’Africa e all’Asia, sono state sospese o fortemente compromesse. La sospensione o la grave interruzione delle operazioni a Dubai, Abu Dhabi e Doha — tre hub intercontinentali critici — ha intensificato l’interruzione dei viaggi in Medio Oriente, in particolare per le rotte che collegano l’Europa con l’Asia e l’Africa. Nello specifico in queste ore occorre dare priorità alla riprotezione dei passeggeri su rotte alternative, il coordinamento con le autorità consolari, la gestione delle coincidenze oltre gli hub del Golfo e la gestione dell’aumento dei volumi di comunicazione con i clienti».

Dresin ha infine ricordato l’importanza strategica dell’intera area: «Non c’è dubbio che questa interruzione colpisca uno dei corridoi di viaggio strategicamente più importanti al mondo. Il Medio Oriente ha accolto quasi 100 milioni di arrivi internazionali nel 2025, con un aumento del 39% rispetto ai livelli pre-pandemia. Inoltre, la la primavera rappresenta un’alta stagione per i viaggi europei verso destinazioni come gli Emirati Arabi Uniti, la Giordania, l’Egitto e l’Arabia Saudita. Qualsiasi interruzione prolungata dei corridoi aerei mediorientali comporta quindi conseguenze che vanno ben oltre la regione stessa».

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