Dal cielo al mare. La crisi del caro carburante rischia di estendersi dagli aerei a navi e traghetti, con possibili riflessi sui viaggi verso Sicilia e Sardegna in estate. A lanciare l’allarme Assarmatori, che rappresenta gli armatori italiani, dell’Unione europea e dei Paesi terzi che operano in Italia, e Confitarma, la Confederazione Italiana Armatori, che sollecitano un contributo straordinario per le compagnie.
Le due associazioni spiegano che “in un contesto geopolitico sempre più instabile, segnato dalle tensioni internazionali e dalle ripercussioni dirette sui mercati energetici e sulle catene logistiche globali, si acuisce sempre di più la pressione sull’intero sistema produttivo, terrestre e marittimo”. Che, come abbiamo già visto nel trasporto aereo, potrebbe anche tradursi in un rincaro dei biglietti.
“L’aumento del costo dei carburanti – segnalano – impatta in particolare in modo rilevante sui servizi marittimi regolari per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori, un segmento industriale già fortemente esposto, anche per l’introduzione e il progressivo rafforzamento delle politiche ambientali europee”.
Non c’è tempo da perdere, sottolineano quindi Confitarma e Assarmatori, il governo deve intervenire subito: “In assenza di interventi correttivi, il rischio è quello di una compromissione dei servizi, fino a una possibile riduzione dell’offerta o, nei casi più critici, al venire meno dei collegamenti marittimi essenziali per la continuità territoriale“.
Assotarma e Confitarma hanno quindi proposto a Edoardo Rixi, viceministro dei Trasporti e delle infrastrutture, e a Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, di “prevedere un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio, rispetto al prezzo medio di febbraio, per l’acquisto di carburante”.
“Il trasporto marittimo svolge un ruolo imprescindibile nella continuità territoriale e più in generale nell’economia italiana – osservano Stefano Messina, presidente di Assarmatori, e Mario Zanetti, presidente di Confitarma – è un segmento industriale che è stato escluso dalle prime misure emergenziali varate per far fronte al rincaro dei carburanti”.
“Per continuare a garantire i servizi – concludono – il settore del trasporto marittimo deve essere considerato al pari degli altri, assicurando condizioni di coerenza tra modalità di trasporto in una fase congiunturale particolarmente delicata. Ci rivolgiamo a un governo che ha saputo mettere la Blue Economy al centro della sua agenda affinché ascolti la voce del settore e sappia mettere in campo le iniziative necessarie per garantirne la continuità operativa”.

