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Europa, Etc: “L’inflazione frena la ripresa del turismo”

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Il mercato turistico europeo chiuderà il 2022 avvicinandosi al 75% dei volumi rispetto al 2019; ma l’inverno sarà comunque una stagione difficile a causa dell’incertezza economica. Regge molto bene, invece, il mercato dei viaggi transatlantici che beneficiano del dollaro forte. Sono questi i dati chiave elaborati dall’ultimo rapporto trimestrale sulle tendenze e le prospettive di viaggio dall’European Travel Commission.

Il settore turistico europeo ha infatti portato a termine con successo un’estate impegnativa che ha visto una domanda di viaggio altissima minata dalla carenza di personale e dal caos voli, oltre al tema dell’inflazione. I volumi continentali del trasporto aereo in agosto, per esempio, sono in calo solo dell’11% rispetto al pre Covid. Tuttavia, l‘inverno 2022/23 dovrà confrontarsi con i temi della recessione incombente e dell’inflazione in tutta Europa: un mix che peserà sulla spesa dei consumatori e sulla domanda del turismo, ritardando ma non compromettendone il recupero generale.

«Il turismo europeo si sta rivelando eccezionalmente resistente all’inflazione. La crescita del costo della vita sta facendo in modo che molti viaggiatori cambino il loro approccio, ma senza intaccare il loro desiderio di fare turismo – sottolinea il presidente dell’Etc, Luís Araújo – I viaggi a corto raggio saranno un’ancora di salvezza per il settore nei prossimi mesi, poiché più viaggiatori optano per viaggi più brevi e più vicini. Mentre continuiamo ad affrontare le sfide causate dall’incertezza globale, è fondamentale ricostruire un settore che mantenga anche la sostenibilità come priorità».

Di fronte all’incertezza economica e all’inflazione in aumento, l’Etc prevede che i viaggiatori preferiranno spostamenti a corto raggio, che tendono ad essere più economici. Questo settembre, inoltre, la fiducia dei consumatori in Francia ha raggiunto il livello più basso degli ultimi nove anni e un trend simili si sta registrando anche nel Regno Unito e in Germania.

Nel dettaglio, il prezzo delle vacanze sarà un fattore chiave per le famiglie in quanto affronteranno una diminuzione del potere di acquisto, mentre il costo del bene vacanza è tendenzialmente in aumento. I viaggi continentali ad oggi costituiscono circa il 72% del totale dei movimenti in Europa e la previsione dell’European Travel Commisison vede in aumento questa percentuale durante la winter.

Sul lungo raggio, infine, sorride (o quasi) il mercato da/verso gli Usa grazie al dollaro forte che sta mantenendo alti i flussi di turisti nordamericani diretti in Europa. Una moneta Usa così forte sta aiutando molte destinazioni europee a recuperare i volumi post pandemia (tre Paesi su cinque in Europa hanno raggiunto la soglia del 70% di volumi di traffico proveniente dagli States rispetto al 2019, ndr).  Tra i Paesi che hanno fatto registrare una crescita più decisa nel terzo trimestre 2022 ci sono Turchia (+61%) Portogallo (+17%), Lituania (+7%), Montenegro (+6%) e Polonia (+6%).

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