In pochi anni la Corea del Sud è diventata una delle destinazioni più desiderate del turismo internazionale. Merito dell’onda lunga dell’Hallyu, la Korean Wave, ma anche di una strategia di marketing mirata che ha saputo intercettare i nuovi trend del turismo esperienziale. In questa intervista, Jung Sun Hwa, direttrice generale dell’ufficio di Parigi della Korea Tourism Organization, svela piani e strategie per incrementare gli arrivi dall’Italia e come la “dailycation”, il vivere come un locale, stia ridefinendo l’offerta turistica del Paese.
Quali sono stati i risultati del turismo in Corea nel 2025?
«Nel 2025 i visitatori internazionali in Corea hanno superato i 18,1 milioni. Considerando che nel 2019, prima della pandemia, il numero si attestava a 17,5 milioni, siamo quindi oltre quei livelli e pertanto molto soddisfatti di questi risultati. Abbiamo non solo recuperato completamente dal periodo pandemico, ma lo abbiamo superato».
Quali sono le principali tendenze che caratterizzano il turismo in Corea?
«Oggi i turisti non vogliono più limitarsi al semplice turismo tradizionale. Desiderano vivere esperienze autentiche, come farebbe un abitante locale. La nostra strategia si basa proprio sul concetto “vivi come un locale”, che in inglese chiamiamo “dailycation”. Molti italiani e stranieri in generale vogliono visitare la Corea e vivere esperienze come le lezioni di K-pop dance, i corsi di cucina coreana e le attività legate al K-beauty, in particolare la skincare, che è estremamente popolare tra le donne. Riteniamo fondamentale concentrarci su questo tipo di attività».
Quali sono i principali obiettivi di Kto per il mercato italiano nei prossimi anni?
«Lo scorso anno abbiamo registrato 81mila visitatori italiani in Corea. Puntiamo a un incremento di circa il 20% e per raggiungere questo obiettivo dobbiamo lavorare intensamente con tour operator, agenzie di viaggio e con compagnie aeree come Korean Air. Questo è il motivo per cui siamo stati quest’anno alla Bit. Il mio desiderio è raggiungere i numeri del Giappone, che attualmente registra un numero di visitatori tre volte superiore a quello della Corea. È un obiettivo molto sfidante, ma farò del mio meglio».
Come sta evolvendo la Corea come destinazione per i viaggiatori europei e italiani?
«Oggi molte piattaforme Ott (Over-The-Top: i servizi di streaming video via internet) trasmettono numerosi drama e film coreani, e dopo aver visto questi contenuti, le persone sognano di visitare quei luoghi. Per esempio, con il drama “Quando la vita ti dà mandarini” (disponibile su Netflix in italiano), tutti gli stranieri desiderano visitare l’isola di Jeju, dove è ambientata la storia. È la storia di una haenyeo, le donne di Jeju che si immergono nel mare per raccogliere alghe e sostenere le loro famiglie. Si tratta di una trama molto toccante, seguita da molte donne, me compresa. Grazie a queste piattaforme OTT, la Corea è diventata famosa non solo per Seul, ma anche per le altre regioni del Paese».
Che ruolo giocano cultura, esperienze e innovazione nell’attuale strategia promozionale di Kto?
«La cultura è fondamentale. Abbiamo K-pop, K-beauty e K-food, ma possediamo anche una lunga storia. Ci sono numerosi palazzi reali da visitare a Seul e nelle città di Gyeongju, Gongju e Buyeo, e in tutto il Paese si trovano molti patrimoni culturali e storici che rivestono grande importanza nell’attrarre i turisti stranieri».
Quali esperienze possono vivere i turisti in Corea durante la loro visita?
«Per esempio, possono fare picnic e mangiare ramen sulla spiaggia del fiume Han, un’attività molto popolare tra i giovani coreani che si vede spesso nei drama. Gli stranieri vogliono fare le stesse cose dei giovani coreani. Possono frequentare scuole di K-pop dance, provare il trucco e l’acconciatura al Jenny House, fare shopping nei mercati tradizionali e poi cucinare con uno chef utilizzando gli ingredienti acquistati. Un’esperienza molto particolare è il temple stay, il soggiorno nei templi buddisti, particolarmente popolare tra gli occidentali. I templi sono luoghi molto silenziosi, immersi nella natura e nelle montagne. Il cibo è vegano e molto salutare per lo spirito. È un’esperienza davvero unica e originale. I templi buddisti si trovano in tutta la Corea: a Seul, nelle provincia di Gangwon e di Gyeongsang, e un po’ in tutto il paese. Durante il temple stay si vive insieme ai monaci, condividendo i pasti con loro, partecipando alla cerimonia del tè, meditando e passeggiando in montagna. Bisogna svegliarsi molto presto, alle 4 del mattino, ma l’atmosfera rende tutto speciale. Attualmente non ci sono molti turisti stranieri che fanno questa esperienza, mentre alcuni coreani la apprezzano molto per l’aspetto spirituale, meditativo e salutare. Tutti i templi si trovano in montagna, non in città, il che li rende davvero unici».
Sul fronte B2B, come Kto supporta gli operatori turistici e i partner internazionali nello sviluppo di nuovi prodotti e opportunità di business?
«Abbiamo molte iniziative. Organizziamo fam trip in Corea affinché gli operatori possano sperimentare e sentire direttamente l’atmosfera del paese. Finanziamo inoltre parte dei costi promozionali e pubblicitari dei tour operator. Organizziamo eventi di networking B2B, come quello che si è tenuto alla Korea House a Milano durante le Olimpiadi, dove presentiamo la destinazione e offriamo l’opportunità di incontrare i nostri dmc coreani. Durante il mio mandato in Europa farò del mio meglio per supportare gli operatori turistici e le agenzie di viaggio nella creazione di nuovi prodotti di viaggio, programmi e pacchetti. Collaborerò anche con le compagnie aeree coreane in Italia per ottenere risultati proficui».
Oltre al Paese nel suo complesso, promuovete anche destinazioni specifiche?
«Fino ad ora molti stranieri visitavano principalmente Seul, ma la nostra missione è promuovere anche le altre regioni. La provincia di Gangwon offre coste splendide, montagne meravigliose e numerose attrazioni turistiche. È molto popolare anche tra i coreani, soprattutto tra gli abitanti di Seul durante le vacanze estive. Gyeongju è una città storica e tradizionale, molto apprezzata dagli stranieri. Andong e il villaggio tradizionale di Hahoe sono famosi per le maschere tradizionali. Busan, situata sul mare, offre numerose spiagge e attrazioni. L’isola di Jeju è un vero paradiso, l’Hawaii dell’Asia, dominata dal vulcano Halla. Jeonju è la capitale della cucina coreana, con il suo villaggio Hanok. Qui si possono gustare tantissimi piatti, specialmente il Jeonju Bibimbap (la ricetta su Cook&Go), e anche gli stranieri amano molto questa città. Gongju e l’area di Baekje, che era l’antica capitale durante il periodo Baekje, sono ricche di patrimoni storici e culturali riconosciuti dall’Unesco. Taean è una penisola circondata dal mare, proprio come l’Italia, famosa anche per i magnifici tramonti sulla spiaggia di Kochi. E poi Suwon con la fortezza di Hwaseong che attrae molti visitatori stranieri».

