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Francia, fallimenti in calo tra le agenzie di viaggi

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Torna il sereno nelle imprese turistiche francesi: dopo la grave débâcle del post pandemia degli anni 2021-2022 si è raggiunta finalmente una stabilizzazione. Lo scorso anno sono stati certificati 59 fallimenti di agenzie di viaggi, 16 tour operator e 29 società di servizi di prenotazione, e con questi dati il settore del turismo organizzato è quello che in Francia ha fatto segnare i più bassi indici di default.

In generale, dall’industria al terziario, la sofferenza economica dell’imprenditoria francese è comunque ancora ad alti livelli con 71mila imprese interessate da una procedura concorsuale e insolvenze che solo nel primo trimestre di quest’anno sono aumentate del 6,4%. Si tratta principalmente di cessazioni di pagamento (procedure di ristrutturazione e liquidazioni giudiziarie). Ma se la situazione migliora per le grandi imprese (100 dipendenti e oltre), si fa invece più critica per le Pmi con 20-99 dipendenti (+12%). E tra le microimprese dove si concentrano tre quarti delle procedure (+11%).

Nel solo ambito delle agenzie di viaggi, però, si riscontrano segnali incoraggianti già nel primo trimestre 2026 che ha fatto segnare solo 28 insolvenze contro le 35 dello stesso periodo del 2025. C’è ora da considerare lo stallo subito dal settore dei viaggi da fine marzo – con il conflitto nel Golfo arabo – di cui nessuno può conoscere ancora l’entità sull’andamento economico, ma che di certo sta provocando sofferenze a livello gestionale e operativo.

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