Orgoglio tipicamente francese per festeggiare un altro anno record nel turismo con 102 milioni di visitatori certificati nel 2025 che fanno della Francia il Paese più visitato nel mondo. Lo ha dichiarato ufficialmente il ministro del Turismo, delle piccole e medie imprese, del commercio e artigianato, Serge Papin, nell’illustrare i risultati a consuntivo della stagione appena trascorsa.
A destare soddisfazione c’è anche il risultato economico, con un fatturato turistico che ha superato i 77,5 miliardi di euro, pari a un incremento del +9% rispetto al 2024 e una bilancia dei pagamenti che presenta un attivo di 20,1 miliardi di euro.
Con questi numeri le ambizioni della Francia crescono proporzionalmente e il governo francese, insieme ai vertici di Atout France hanno alzato l’asticella puntando alla soglia record di 100 miliardi di euro di fatturato da raggiungere entro il 2030, anno in cui si svolgerà la XXVI edizione delle Olimpiadi invernali nelle Alpi francesi, che si prospettano un evento dall’enorme richiamo turistico, così come è stato per Milano-Cortina 2026.
Nel dettaglio statistico, il 2025 ha significato anche il record dei pernottamenti con 743 milioni di presenze di turisti internazionali in strutture ricettive commerciali e non commerciali (+2% rispetto al 2024), di cui un buon 76% proveniente da bacini di traffico europei. Ancor più vistosa la crescita nelle sole strutture alberghiere che hanno fatto registrare incrementi del +7,5% rispetto al 2024.
Tra i visitatori europei più assidui, gli italiani con spagnoli, olandesi e belgi hanno confermato la loro importanza (con una media del +5% nei pernottamenti), anche se il primato della maggiore crescita spetta ai visitatori nordamericani che hanno registrato un +10% dagli Usa. Ancora contratto risulta il traffico dall’Asia, rimasta ai livelli pre-Covid mentre il mercato giapponese sembra riprendersi più rapidamente rispetto a quello cinese.
Significativo anche il peso del turismo domestico: con 835 milioni di pernottamenti registrati in strutture ricettive commerciali e non commerciali (seconde case, soggiorni presso parenti), la Francia (continentale e territori d’oltremare) rimane la destinazione preferita dai turisti francesi: in particolare le regioni meridionali rappresentano oltre il 50% dei pernottamenti annuali complessivi fatti segnare dal turismo domestico. Mentre i pernottamenti dei turisti francesi all’estero sono aumentati del 4% (248 milioni di pernottamenti), con le destinazioni del Mediterraneo in testa.
Decisamente positive le prospettive anche per quest’anno riguardo all’incoming generato dai mercati esteri: secondo i primi rilevamenti, il volume di prenotazioni di viaggi aerei è in forte aumento con tre mesi di anticipo rispetto allo scorso anno: Messico (+19%), Cina (+17%) e Canada (+7%), mentre in Europa, l’incremento del booking è ancora contenuto, guidato dalla Spagna che sta registrando la migliore crescita, con un aumento delle prenotazioni dell’8%.
Nel concludere la conferenza stampa il ministro Papin ha ribadito: «L’investimento nel turismo è vincente: è un settore che registra buoni risultati e continua a contribuire alla ricchezza nazionale. Siamo una grande nazione turistica, e questo deve andare a vantaggio di tutti, in ogni regione: diversificazione delle destinazioni in Francia, accessibilità fisica ed economica, contributo allo sviluppo economico locale, diversificazione dell’offerta turistica; sono tutte leve d’azione. E il turismo sostenibile non è uno slogan, bensì un vantaggio competitivo che la Francia sta sviluppando nel mercato turistico investendo in un turismo sostenibile che sia rispettoso dell’ambiente, preservi i siti naturali e storici e risponda alle aspettative di una clientela attenta all’impatto ecologico dei propri viaggi».


