Frontiere chiuse fino al 15 maggio:
l’invito della Commissione Ue

by Claudia Ceci | 9 Aprile 2020 12:32

Con un documento diffuso l’8 aprile, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri di Schengen e gli Stati associati a prolungare fino al 15 maggio, in maniera coordinata, l’applicazione delle restrizioni per i viaggi non necessari dai Paesi terzi.

In sostanza, a tenere le frontiere esterne chiuse per altri 30 giorni, per poi valutare successivamente la necessità di eventuali ulteriori provvedimenti per limitare la diffusione del coronavirus.

La nota della Commissione Ue sottolinea come “un’azione parallela e coordinata alle frontiere esterne costituisce un aspetto essenziale di una strategia di uscita concertata e della graduale revoca delle misure di contenimento in Europa”.

Attualmente sono 30 i Paesi – i 26 dell’Ue tranne l’Irlanda e gli Stati associati Schengen, ovvero Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera – che già applicano le restrizioni in oggetto. L’Irlanda non ha invece adottato le misure, come non aveva fatto il Regno Unito.

L’Europa ritiene necessaria la proroga delle limitazioni visto che c’è stato “un continuo aumento del numero di nuovi casi e decessi in tutta l’Ue, e l’avanzare del virus al di fuori dell’Unione, anche in Paesi da cui provengono milioni di visitatori verso l’Europa, ogni anno” e tra l’altro la Commissione ha constatato che le misure applicate per combattere la diffusione del virus richiedono più di 30 giorni per essere efficaci.

Solo l’approccio coordinato, sottolineano da Bruxelles, può avere l’efficacia necessaria: il provvedimento sulle frontiere deve avere la stessa data di scadenza per tutti. “Proprio in virtù dei primi risultati incoraggianti, è necessario prolungare la limitazione, per continuare a ridurre i rischi della diffusione della malattia”, ribadiscono dall’esecutivo europeo.

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