Il peso del caro carburante si fa sentire. Dopo la risposta di Air France-Klm con i suoi supplementi, arriva anche quella di Volotea che però, quando necessario, attua anche la politica del rimborso.
Il vettore spagnolo sta infatti inviando email a diversi passeggeri, con la richiesta di una fee extra per partire che, in conformità con le Condizioni Generali di Trasporto, rientra nella Fair Travel Promise, applicabile a tutte le prenotazioni fatte dal 16 marzo scorso. Volotea si è giustificata specificando che “nel quadro della promessa di un prezzo equo”, i biglietti possono essere adeguati in base all’evoluzione del costo del cherosene.
Per mantenere tutto chiaro e prevedibile in questa situazione eccezionale scaturiata dal conflitto bellico in Medio Oriente, Volotea ha dunque comunicato di seguire tre principi: sette giorni prima della partenza del volo, la compagnia verifica i prezzi di mercato del carburante; se i prezzi aumentano, viene applicato un adeguamento in base a una tabella definita e trasparente. Al contrario, se i prezzi diminuiscono, sarà rimborsata la differenza in base agli importi definiti nella medesima tabella (vai al link).
Per ammorbidire la richiesta di compensazione, la low cost ha attivato un piano Flex per le prenotazioni interessate, che consente di modificare il volo senza penalità, pagando solo l’eventuale differenza di tariffa. Permette anche di cancellarlo fino a quattro ore prima della partenza, con rimborso sotto forma di credito per viaggi futuri.
Questo cambiamento nelle condizioni dei biglietti già acquistati arriva dopo che la compagnia aerea ha recentemente cancellato diverse rotte nei suoi mercati principali, come Italia, Francia e Spagna. Le sospensioni si sono concentrate in alcuni giorni di aprile e maggio, interessando sia i collegamenti nazionali che internazionali.
In Spagna, la compagnia ha cancellato voli dalle Asturie a Fuerteventura, Las Palmas, Lanzarote, Tenerife e Maiorca.
Il vettore attribuisce sia le cancellazioni che gli aggiustamenti tariffari, non solo al caro carburante, ma anche all’instabilità geopolitica.

